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infanzia bambino

Archivio di aprile 2010

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Allattamento

Il bambino possiede una capacità di autoregolazione che gli permette di assumere il giusto quantitativo di latte per le sue esigenze di crescita.
Per questo motivo il calcolo del fabbisogno nutritivo non è importante per il bambino allattato al seno ma lo è per il bambino allattato artificialmente.

Il controllo del latte assunto dal bambino può essere effettuato con la doppia pesata, ma per la mamma non deve diventare motivo di ansia, anzi se il bambino continua a crescere ed è vispo non ci sono problemi se non assume la stessa quantità di latte ad ogni poppata.
Ultimamente infatti non si effettua più la doppia pesata ma si calcola la crescita settimanale che, nei primi tre mesi di vita, deve essere di circa 150-200 grammi.

La durata dell’allattamento è soggettivo, ma si tende a portarla avanti fino al sesto mese del bambino per poi iniziare con lo svezzamento e le pappe.

Fino ad ora abbiamo parlato solo di latte materno, vediamo l’allattamento misto, cioè l’aggiunta di latte artificiale.
L’aggiunta di solito si propone quando il latte materno non soddisfa appieno il fabbisogno nutritivo del lattante.
Esistono due modi per la somministrazione dell’aggiunta artificiale:

  • integrando il latte artificiale dopo ogni poppata al seno, ma per sapere la dose corretta da somministrare si è obbligati alla doppia pesata
  • oppure proponendo poppate alternate, ossia una esclusivamente con latte materno e una con latte artificiale

Come dicevo prima esiste anche la possibilità che la madre non possa allattare al seno il suo bambino per diverse ragioni e così si ricorre all’allattamento artificiale.
Normalmente l’allattamento viene effettuato con latte formulato, cioè con latte derivato dal latte vaccino che viene modificato per renderlo adatto alle esigenze nutrizionali e digestive del bambino.
Il latte vaccino contiene più proteine e sali minerali del latte materno ma ha un minor contenuto di zuccheri e vitamine. Per questo motivo non può essere somministrato così come si trova ma deve essere lavorato.
Il fatto che venga lavorato produce così la possibilità di suddividere il latte per età, esistono infatti latti di partenza e latti di proseguimento.
Diventerebbe davvero lunghissimo parlare di tutti i latti artificiali in commercio e sicuramente basta parlarne con il proprio pediatra e trovare insieme il latte giusto per il bambino.

E’ importantissimo per chi non allatta al seno la sterilizzazione dei biberon e delle tettarelle.
Si può fare a caldo o a freddo, l’importante è che non si sottovaluti mai!

Bambini buon appetito! :-D

Il massaggio infantile

In questo articolo approfondiremo la tematica relativa al massaggio infantile e ai suoi benefici già introdotta in un post precedente. Lascio la…tastiera alla Dott.ssa Barbara Cravero:

Innanzitutto i benefici del massaggio infantile possono essere considerati sotto diverse prospettive: benefici per il bambino, benefici per i genitori, benefici per tutta la famiglia, benefici per la società, benefici del programma AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile).

In particolare il massaggio infantile promuove un positivo sviluppo del bambino a livello fisico, relazionale e psichico. Il momento del massaggio è un tempo che il genitore dedica esclusivamente al proprio bimbo favorendo la comunicazione, l’empatia e rafforzando il legame di attaccamento.

I benefici del massaggio infantile per il bambino si potrebbero così riassumere in quattro aree:

  • Interazione (favorisce un legame di attaccamento sicuro, comunicazione verbale e non, capacità di comunicazione prima della comparsa del linguaggio, sensazione di essere rispettato, empatia, imitazione, contatto corporeo precoce con entrambi i genitori)
  • Stimolazione (conoscenza delle varie parti del corpo, integrazione sensoriale, sviluppo del linguaggio, migliora la capacità di apprendimento, stimola l’apparato circolatorio, digerente, respiratorio, muscolo-scheletrico, il sistema ormonale, immunitario, linfatico, nervoso, vestibolare che controlla coordinazione ed equilibrio)
  • Sollievo (gas intestinale e coliche, stipsi ed evacuazione, muco eccessivo, dolori della crescita, tensioni muscolari, dolori da dentizione, ipersensibilità al tatto)
  • Rilassamento (migliora la regolarità del ciclo sonno-veglia, regolazione degli stati comportamentali, riduce i livelli degli ormoni dello stress – cortisolo e norepinephrine, aumento del rilassamento e degli ormoni ad esso collegato – ossitocina e serotonina, minore iperattività).

Considerando i benefici per i genitori si può osservare innanzitutto una migliore lettura dei segnali del bambino e quindi una migliore comprensione dei suo stati fisici ed emotivi.
Il corso di massaggio infantile può essere visto anche come occasione di supporto alla maternità e alla genitorialità, sebbene non voglia promuoversi come un gruppo di sostegno, tuttavia offre diversi benefici alle mamme e ai papà in un periodo di nuovo assestamento e definizione di sé, sia sul piano personale sia sociale.

Durante il corso di massaggio infantile viene riservata molta attenzione alla lettura dei segnali del bambino e durante gli spazi di discussione tra genitori c’è la possibilità di confrontarsi circa tematiche di interesse comune per le neomamme e neopapà. Tutto ciò rinforza la fiducia in sé stessi , l’autostima, attivando così le risorse e migliorando le competenze genitoriali. Per la mamma in particolare è occasione di un tempo dedicato al rilassamento, ciò aumenta la produzione di ossitocina e prolattina, favorendo, oltre alla diminuzione dello stress, la stimolazione della lattazione.

La condivisione di esperienze genitoriali risulta fondamentale per la creazione del gruppo, per riconosce un senso di appartenenza e per percepire un supporto reciproco. Il corso può essere occasione per il coinvolgimento dei papà, ciò contribuisce al consolidamento del rapporto con il nuovo nato e all’arricchimento relazionale della triade familiare. Questo aspetto costituisce uno dei benefici per la famiglia, oltre al fatto che, in presenza di altri fratellini/sorelline maggiori, vi è la possibilità che il massaggio coinvolga anche loro trasformando questo momento in una nuova modalità di contatto e relazione fraterna.

Per le famiglie di bambini con bisogni speciali (bambini con disabilità, nati prematuri, adottati, in affido) il momento del massaggio favorisce una nuova modalità di relazione e contatto tra genitore e figlio, che si adatta ai bisogni del piccolo permettendogli di sperimentare un tocco buono e rispettoso che nutre, anche laddove il bambino avesse sviluppato una certa sensibilità al tatto.

La trasmissione del senso del rispetto dell’altro, riconoscendo nel bambino un individuo separato da sé e con bisogni propri, passa ad esempio attraverso la lettura dei segnali e la richiesta del “permesso” al bambino prima dell’inizio del massaggio, ciò diffonde una cultura del contatto che è basata sul rispetto e sull’empatia. Inoltre un bambino che avrà vissuto il “tocco buono” saprà nella vita riconoscere il possibile tocco non rispettoso, questo aspetto è molto importante nell’ottica di una riduzione di abusi su minori. Ecco allora come partendo dall’attenzione al bambino che è al centro e ai suoi genitori che possiamo vedere estendersi i benefici a livello sociale. “Contatto…Comunicazione…Rispetto…in tutto il mondo”.

Dott.ssa Barbara Cravero

Alimentazione neo-natale

Usciamo per un po’ dal nido e vediamo come inizia l’alimentazione dei bambini molto piccoli.
Parliamo oggi di allattamento, partendo dal concetto di fabbisogno nutritivo.

Per fabbisogno si intende il livello minimo di nutrienti da assumere per mantenere un buono stato di salute. I nutrienti sono le sostanze presenti negli alimenti che vengono utilizzate dall’organismo per soddisfare le necessità energetiche.

Oggi invece di fabbisogno nutritivo si parla di “dosi raccomandate”.

Nei neo-nati il livello di fabbisogno è maggiore nei primi 6 mesi di vita: si parla di 120 calorie per chilo di peso corporeo per poi scendere a 100 cal/kg fino al terzo anno di età.

Normalmente l’alimentazione in questo periodo di vita avviene con l’allattamento al seno.
Nei primi mesi di vita del bambino il latte materno è il miglior alimento perché contiene tutte le sostanze nutritive essenziali. La composizione del latte materno è praticamente la stessa del latte vaccino, entrambi contengono caseina e sieroproteine ma in concentrazione diversa.
I glucidi sono più presenti nel latte materno e aiutano la difesa del lattante dalle infezioni.
Il contenuto di calcio e fosforo nel latte materno è migliore perché aiuta la formazione ossea del bambino.

Il latte materno subisce delle modifiche notevoli durante l’allattamento. Si passa dal colostro dei primi 4-5 giorni, al latte di transizione dal 5° al 10° giorno per arrivare al latte vero e proprio dopo il decimo giorno.

Il colostro è molto ricco di sali minerali, proteine e anticorpi, ma ha un contenuto di zuccheri e grassi più bassi rispetto al latte maturo.
Nel latte di transizione si ha un graduale abbassamento di sali minerali e proteine e l’aumento di grassi e zuccheri.
Si arriva così al latte maturo che contiene tutti i nutrimenti necessari al bambino per crescere ed inoltre è consigliato perché, rispetto ad un altro latte, quello materno:

  • Impedisce l’insorgenza di malattie allergiche
  • Contiene anticorpi che permettono al bambino di difendersi meglio dalle infezioni
  • Favorisce l’instaurazione della flora intestinale
  • L’allattamento contribuisce a creare un buon rapporto tra mamma e bambino
  • E’ sterile e alla temperatura adatta
  • Per le neo-mamme molto importante, la suzione del bambino favorisce la riduzione dell’utero dilatato dalla gravidanza

Ci sono anche delle condizioni che rendono l’allattamento problematico o controindicato, sia per la mamma che per il bambino.
Parliamo, per la mamma, di problemi come la cardiopatia, le ragadi al capezzolo e gravi malattie infettive. Per il bambino si tratta di palatoschisi, nascita prematura e le malattie dismetaboliche. Ma per questo i medici sono sempre presenti per le neo-mamme, per trovare una soluzione adatta ad ogni tipo di problema.

Questa è la prima parte di un argomento lungo ma di grande interesse. Alla prossima con la seconda parte dell’allattamento e con lo svezzamento.

Il programma AIMI

I benefici del programma AIMI sono in relazione al fatto che il corso di massaggio infantile adotta un programma trans-culturale, non invasivo e semplice, che si rivolge a tutte le famiglie e ai loro bambini, favorendo il concetto condivisione reciproca.
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Pagina dei fan su facebook

Abbiamo inaugurato una nuova sezione della pagina di facebook!

La sezione avrà contenuti in esclusiva e anteprima, riservati ai fan Infanzia del bambino. Il primo articolo è un approfondimento del tema del massaggio infantile.

Colgo l’occasione per dare il benvenuto alla Dott.sa Barbara Cravero che ha realizzato l’articolo.

Le educatrici

Abbiamo passato la metà dell’anno scolastico e vorrei parlarvi delle educatrici.
Avete sicuramente conosciuto le “maestre” dei vostri bambini e sicuramente oltre al colloquio di inizio anno, all’interno della struttura ci saranno state le riunioni di gruppo e almeno un altro colloquio individuale.

La mia esperienza mi porta a ricordare dei bellissimi momenti vissuti con i genitori oltre che con i bambini. All’inizio siamo tutti un po’ sulle spine. I genitori stanno prendendo la difficile decisione di lasciare il loro piccolino con delle “sconosciute” e le educatrici si stanno prendendo la responsabilità di far star bene i bambini e di aiutarli a crescere restando sereni.
Credetemi, l’inizio dell’anno non è facile!

Ora che i bambini si sono abituati al nido, conoscono meglio la propria educatrice e si divertono con le attività, il lavoro diventa più tranquillo. Attenzione tranquillo, non facile.

All’inizio dell’anno cercavo di farmi conoscere “senza maschera”, cercando di non nascondere quello che sono e rimanendo sincera. Un’aspetto del mio modo di essere che mi ha permesso di avere “quasi” sempre un buon rapporto con i genitori oltre che con i bambini.

Ricordo molto bene una mamma che quasi alla fine dell’anno scolastico mi ha chiesto un colloquio e mi ha raccontato come all’inizio non si fidasse di me e di come durante l’anno suo figlio le avesse fatto cambiare idea. Mi ha detto “Il modo in cui L. parla di te a casa mi ha fatto capire che sta bene e che è sereno e tranquillo”. Mi sono sentita molto orgogliosa e ho pensato “Ho fatto un buon lavoro!”.

In un’altra occasione una mamma mi disse “Sai sono un po’ gelosa perché M. ti cerca anche il sabato e la domenica!”, mi ha fatto molto piacere perché ho capito che non era un attacco nei miei confronti, anzi il bambino aveva avuto un ambientamento molto lungo e abbastanza difficile, perciò ho pensato che se M. mi cercava anche quando non c’ero forse un pochino lo avevo “conquistato”…

La responsabilità principale dell’educatrice è avere cura dei bambini. Ma il “pacchetto” comprende anche i genitori e sono molto più difficili da conquistare. I bambini ti si affidano totalmente durante l’ambientamento e imparano prima a conoscerti e ad “amarti”. I genitori sono più restii a fidarsi e spesso passano mesi prima di sentirsi fare un piccolo complimento.

Il ruolo dell’educatrice non è facile e anche se spesso è divertente, non è da sottovalutare e al pari di altri lavori è logorante fisicamente e psicologicamente.

Ad esempio: durante un’attività se l’educatrice non partecipa attivamente, sta osservando con attenzione, e studia ogni modo per modificare l’attività senza che l’attenzione dei bambini cali. Se durante il cambio dei pannolini i bambini sono irrequieti, l’educatrice trova un modo per farli stare tranquilli in modo che non si facciano male e dando la sua attenzione ad ogni singolo bambino che in quel momento è “protagonista” al cambio.

Posso garantire che fare l’educatrice non lascia spazio a momenti di noia. Anche se la giornata al nido è un susseguirsi di routines, il lavoro è sempre in movimento. Il ruolo dell’educatrice cresce di pari passo con i bambini.

Osservare

Le attività al nido vengono proposte per far divertire i bambini. Ma non solo.
I bambini imparano giocando e le educatrici durante le attività osservano quello che avviene nel gruppo, come i bambini interagiscono, come si pongono con il materiali e gli spazi che usano.
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Nuove attività

Con l’arrivo della bella stagione al nido si propongono nuove attività.
La prima che di solito viene proposta dalle educatrici dei bambini grandi è quella di imparare, giocando, a togliere il pannolino. Da qui si inizia con l’attività della cura di sé, dove ai bambini viene data l’opportunità di giocare in bagno con l’acqua lavandosi le mani e i denti e lavando le bambole.
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