L’ambientamento
Si parla di ambientamento quando il bambino arriva all’asilo nido e l’educatrice di riferimento si impegna ad accogliere mamma e bambino all’interno della struttura. Ogni asilo nido avrà diverse modalità di ambientamento, ma a grandi linee si svolge nell’arco delle prime due settimane di frequenza. Si considera concluso, quando il bambino arriva all’asilo e saluta la mamma all’ingresso della struttura, ed entra all’asilo con l’ educatrice di riferimento.
E’ molto importante che il bambino veda la mamma in una relazione distesa e fiduciosa con l’educatrice di riferimento.
Per il bambino, si tratta di una separazione, deve affrontare il distacco dai genitori e solo accettando e vivendo la crisi il bambino può avviare significative esperienze, quali la costruzione di buone relazioni con nuove figure come gli altri bambini e l’educatrice, e il ricongiungimento quotidiano con i genitori.
Le sue funzioni sono in fase di strutturazione e il bambino è ancora dipendente dalla figura adulta che gli consente di “pensare” e di elaborare le emozioni. La dipendenza è necessaria perché il bambino possa diventare autonomo.
Quindi, è necessario che sia l’ambiente ad andare verso il bambino, tenendo conto che lo sviluppo del bambino non è lineare, ma andrà incontro ad avvii, rallentamenti, stasi e riprese, il bambino ,dunque, va accompagnato durante l’ambientamento, perché è una situazione nuova che non sa come affrontare da solo, in più gli si chiede di separarsi dal genitore che fino ad ora lo ha sorretto ed aiutato in tutto per diventare autonomo e indipendente.
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ciao daniela, sono madre di un bimbo che frequenta il nido. L’anno scorso, l’ambientamento è andato bene e gradualmente ho scelto di inserirlo fino ad arrivare al terzo mese al tempo pieno. Purtroppo a marzo, all’interno del nido, il piccolo è caduto riportando una brutta ferita suturata con quattro punti. La ripresa dopo la guarigione è stata difficile, ed anche oggi, che ha riniziato da pochi giorni, il bimbo piange ma poi si calma. Ho cercato di accompagnarlo e fargli riscoprire gli spazi a lui famigliari ed ho visto che dopo il primo pianto, si rassicurava. Non so se devo lasciarlo per questo mese fare il tempo pieno. appena arriviamo nei pressi dell’asilo, la mattina, nonostante gli dica che andrà a giocare con i bimbi e che le educatrici gli vogliono bene, lui mi risponde ai bimbi no! Devo tenere duro, vero?
grazie
Ciao Sonia,
rispondo subito alla domanda, si tieni duro!
Sicuramente dopo l’incidente si sarà spaventato, ma sono sicura che anche le educatrici avranno fatto di tutto dopo il suo rientro per farlo sentire bene e ancora protetto nonostante l’incidente. Purtroppo queste cose possono succedere, tu sei stata brava a rimandarlo al nido dopo la guarigione, non alimentando la paura del piccolo per l’evento negativo accaduto. Ti posso suggerire di restare calma anche quando piange e di non cedere se lui non vuole entrare, se le educatrici ti confermano che poi smette di piangere e gioca sereno, puoi stare tranquilla, ti suggerisco di lasciarlo già per il tempo pieno, in modo che per lui tutto torni alla normalità al più presto possibile.
Potrei dirti in più di fare in modo che per un po’ di tempo sia sempre la stessa persona (possibilmente tu) ad accompagnarlo e ad andare a prenderlo, per lui potrebbe essere più rassicurante.
Prova comunque a chiedere un colloquio con l’educatrice di riferimento di tuo figlio e senti anche lei cosa ti dice, sempre che tu non lo abbia già fatto.
Per ora ti saluto e se in futuro avessi ancora bisogno non esitare a chiedere.
Ti auguro una buona giornata
Daniela