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	<title>Infanzia del Bambino</title>
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	<description>L&#039;infanzia e l&#039;educazione del bambino da 0 a 3 anni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 May 2013 07:07:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Arrivare in forma al parto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 07:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[ginnastica in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[MammaFit]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggevo qualche giorno fa un articolo, che mi ha fatto decidere di scrivere questo post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della <strong>settimana della festa della mamma</strong>, ho pensato di scrivere qualcosa per chi mamma non lo è ancora, ma si sta preparando al grande evento, anche se le donne in dolce, dolcissima attesa, sono mamme da subito.</p>
<p>Leggevo qualche giorno fa un articolo su Viversani &#038; belli, scritto da Roberto De Filippis, che mi ha fatto decidere di scrivere questo post.<br />
Il pezzo in questione diceva come arrivare in forma al momento del parto, con un allenamento mirato.<br />
Ecco un riassunto, dell&#8217;articolo che ho letto.</p>
<p>Il primo obiettivo è quello di <strong>vivere una gravidanza serena</strong> e per arrivare in forma, fisicamente e psicologicamente, al nono mese è utile svolgere un&#8217;attività specifica per questo periodo della vita di una donna, che comincia ad essere mamma ancora prima dell&#8217;arrivo del piccolo fagottino.<br />
La gravidanza è un periodo di vita speciale e delicato, gli ormoni in circolo sono tanti, si piange per poco e niente, ci si affatica prima, si scoprono emozioni diverse ecc.</p>
<p>Per questo motivo è stata studiata una disciplina nuova, creata appositamente per le mamme in attesa si tratta di <strong>MammaFit gravidanza Workout</strong>. Ma di cosa si tratta?<br />
Andiamo a vedere nello specifico.</p>
<p>Questo tipo di allenamento può essere svolto fin dal primo mese, gli istruttori, che devono essere ben preparati, sanno che in questa fase molto delicata le future mamme si stancano subito e quindi proporranno esercizi di facile esecuzione e che comportino il minor dispendio di energie possibili. E&#8217; importante anche far passare il messaggio che fermarsi e riposare tutte le volte che se ne sente il bisogno non è svogliatezza, ma adeguamento ai cambiamenti che il corpo della gestante sta subendo.</p>
<p><em>L&#8217;obiettivo di MammaFit è di allenare il fisico delle quasi mamme in vista del travaglio e del parto</em>.<br />
Si legge ancora nell&#8217;articolo che come ogni attività fisica ha degli effetti positivi, sulla circolazione del sangue e sull&#8217;ossigenazione degli organi del piccoletto che è dentro al calduccio e riparato.<br />
“<em>Grazie agli esercizi proposti si ottiene un maggiore controllo della respirazione</em> – spiega Giovanna Fiorina, responsabile di un corso MammaFit gravidanza Workout -, <em>che sarà molto utile al momento della nascita. Si insegna il respiro per il parto, preparando la futura mamma alla fase espulsiva in modo divertente ed efficace. Questa attività favorisce anche una migliore conoscenza del proprio corpo, aiutando a trovare le posizioni più idonee per il travaglio</em>&#8220;.</p>
<p>Ma vediamo la lezione, com&#8217;è? Quanto dura? Dove e come si svolge?<br />
Una lezione dura da un&#8217;ora ad un&#8217;ora e mezza, inizia con le future mamme che si dispongono in cerchio ed espongono i loro problemi e le proprie necessità. E&#8217; un momento di accoglienza e di socializzazione molto positivo per il gruppo di lavoro. Si passa poi all&#8217;esecuzione degli esercizi e alla fine un momento di rilassamento a terra, molto utile per imparare a conoscere il proprio corpo e concentrarsi su se stesse.<br />
La lezione si può svolgere all&#8217;aperto o al chiuso.</p>
<p>La fase dell&#8217;esecuzione degli esercizi viene divisa in momenti di esercizi dolci per braccia, spalle, gambe e in momenti più impegnativi, come accade durante il travaglio, quando alle contrazioni seguono momenti di calma.</p>
<p>Gli esercizi sono diversi, alcuni si possono fare anche a casa e alcuni richiamano degli esercizi di yoga, ad esempio per rendere più fluido il movimento della schiena ci si mette a quattro zampe e si incurva la schiena per formare una gobba (come fanno i gatti), per le anche in posizione eretta con le gambe leggermente divaricate si muove il bacino a destra e a sinistra, come un orologio a pendolo.<br />
Per dare più spazio al bambino si possono eseguire delle rotazioni delle spalle, dei gomiti e delle braccia, in avanti e indietro.</p>
<p>Posso dire che essendo anche istruttore di Fitness e BodyBuilding, oltre che educatrice, sono esercizi molto utili e che sicuramente fanno bene a mamma e bambino.</p>
<p>I corsi di MammaFit gravidanza Workout, sono partiti ad Aprile in queste città, Torino, Milano, Bergamo, Monza, Genova, Brescia e Reggio Emilia.<br />
Per maggiori informazioni potete visitare il sito <a href="http://www.mammaf.it">www.mammaf.it</a></p>
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		<title>Staccarsi dalle braccia della mamma</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/genitori-e-figli/staccarsi-dalle-braccia-della-mamma.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 09:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi dell'ambientamento]]></category>
		<category><![CDATA[mamme e bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche tempo non scrivo di quello che mi circonda, sarà che con questa primavera che tarda ad arrivare, non si passa molto tempo fuori e non si “osserva” quello che succede nel mondo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo non scrivo di quello che mi circonda, sarà che con questa primavera che tarda ad arrivare, non si passa molto tempo fuori e non si “osserva” quello che succede nel mondo.</p>
<p>Questa scena l&#8217;ha vista qualche settimana fa, mentre ero fuori con i miei bassotti. La mia vicina è in fondo alla via con la bambina in braccio piangente, arriva il pullmino della scuola e la tragedia ha inizio, la mamma dice all&#8217;accompagnatrice, che si sporge dal pullmino, di prendere la bambina  e di “strapparla” dalle sue braccia perché se no continua a piangere e la signora si sporge  ancora di più, la prende di forza per  portarla via con sé&#8230;<br />
Assisto alla scena e quando il pullmino si allontana la mia vicina mi dice: “E&#8217; sempre così, tutti i giorni. E se la porto a scuola io senza farla venire a prendere è ancora peggio. Tra mezz&#8217;ora telefono a scuola e mi dicono che sta giocando tranquilla, quando la vado a prendere al pomeriggio a volte si attarda con la maestra perché deve finire un gioco”.</p>
<p>Ho suggerito alla mia vicina un approccio differente all&#8217;arrivo del pullmino, tanto per cominciare di non tenerla in braccio, e poi di salutarla con un grande sorriso e di lasciare che fosse lei a salire sul pullmino da sola.<br />
E sopratutto di non telefonare più a scuola perché questa sua ansia viene trasmessa alla bambina che vive così lo stato d&#8217;animo della mamma.<br />
La mattina dopo mi sono ritrovata ancora fuori e ho visto mamma e bambina recarsi alla fermata mano nella mano. Mi sono avvicinata, ho salutato la piccola e le ho chiesto dove stesse andando, lei mi ha risposto che aspettava il pullmino per la scuola allora ne ho approfittato e le ho detto “<em>Che bello, vai a scuola con il pullmino, ora quando arriva fai un grande saluto alla mamma e quando sei seduta al tuo posto le mandi un grosso bacio!</em>”, poi mi sono allontanata e ho visto una bella scena emozionante, la bambina che dagli scalini del pullmino salutava la sua mamma con un grande sorriso&#8230;</p>
<p>Questo ha risvegliato in me alcuni ricordi di quando facevo l&#8217;educatrice.<br />
Era normale durante gli ambientamenti sentire i bambini piangere perché non volevano entrare, era la famosa <a href="http://www.infanziadelbambino.com/blog/ambientamento/la-crisi-dell-ambientamento.html">crisi dell&#8217;ambientamento</a>, ma dopo alcuni giorni, per i più tenaci settimane, le cose si tranquillizzavano e regnava la calma e la serenità anche in entrata.</p>
<p>Ho deciso di raccontare questo aneddoto per spiegare che a volte non sono i bambini a non voler andare a scuola, ma  sono le mamme che faticano a “staccarsi”.<br />
Mi è capitato che mi venisse chiesto al telefono: “Visto che stamattina piangeva, posso venire a prenderlo prima, magari subito dopo pranzo&#8230;”.<br />
La mia risposta era: “No, se deve stare qui fino a merenda, resterà fino a merenda!”.</p>
<p>Mi rendo conto che la risposta può sembrare cattiva, ma per il bene del bambino è necessario mantenere una linea di condotta che sia sempre quella.<br />
Mi spiego, un bambino piccolo, non conosce ancora le ore e il trascorrere del tempo e per dare dei riferimenti per il passare della giornata gli si dice che la mamma o il papà o i nonni arriveranno dopo la pappa, dopo la nanna o dopo la merenda, questo per loro diventa un punto di riferimento importante, se per caso un giorno piange, la mamma lo viene a prendere prima, lui capisce che piangendo ottiene di andare a casa presto, e se un giorno la mamma non può venire a prenderlo prima, cosa succede?<br />
So che le mamme vivono per i loro figli, ma amarli significa anche fargli capire che si è presenti anche quando sono da soli al nido, che poi da soli non sono!</p>
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		<title>Dagli scarabocchi al disegno</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/genitori-e-figli/dagli-scarabocchi-al-disegno.html</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio dello scarabocchio]]></category>
		<category><![CDATA[significato dei disegni]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa avevo scritto degli scarabocchi, oggi vorrei scrivere qualcosa sull&#8217;evoluzione dello scarabocchio. Perciò dallo scarabocchio al disegno. Si può dire che lo scarabocchio è la prima attività grafica del bambino, intorno al primo anno di età lo scarabocchio consiste di semplici linee orizzontali, verticali e curve, i primi disegni sono proprio la sperimentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa avevo scritto degli <a href="http://www.infanziadelbambino.com/blog/genitori-e-figli/interpretare-gli-scarabocchi.html">scarabocchi</a>, oggi vorrei scrivere qualcosa sull&#8217;evoluzione dello scarabocchio.<br />
Perciò dallo scarabocchio al disegno.</p>
<p>Si può dire che lo <strong>scarabocchio è la prima attività grafica del bambino</strong>, intorno al primo anno di età lo scarabocchio consiste di semplici linee orizzontali, verticali e curve, i primi disegni sono proprio la sperimentazione del tenere in mano un pastello o un pennarello, il tratto è insicuro e poco marcato, il bambino è concentrato su quello che succede sul foglio, non su quello che sta creando, quando si domanda ad un bambino cosa hai disegnato, si vede la sua espressione un po&#8217; persa perché non sa cosa ha disegnato, non ha in mente un idea o un progetto da creare.<br />
Nel <strong>secondo anno di vita</strong>, le linee iniziano a prendere forma e il bambino crea il cerchio, qui inizia ad avere un progetto, il bambino inizia ad avere voglia di creare, il suo tratto diventa più sicuro e anche se è sempre spinto dalle emozioni a volte dà un nome ai propri scarabocchi. Il cerchio è anche la prima forma che il bambino dà al suo corpo quando gli si chiede di disegnarsi.</p>
<p>Non è detto che tutto questo succeda dal giorno in cui compie due anni, quindi qualcuno lo farà un po&#8217; prima, qualcuno dopo, le divisioni per età sono indicative. Non è detto che disegni cerchi e che darà un nome a tutto quello che disegna. Ho avuto bambini al nido di due anni che davano un nome ad ogni forma che facevano e altri che fino ai tre anni non sapevano cosa disegnavano, a loro piaceva vedere le linee sul foglio, il loro era puro divertimento.<br />
Questa digressione per cercare di spiegare che le tappe evolutive danno delle indicazioni su cosa sa fare e cosa può imparare un bambino in quella fascia di età, ma sono tappe “elastiche” e i bambini non sono tutti uguali.</p>
<p>Ok tornando all&#8217;argomento originale, dicevo quindi a due anni il tratto è più sicuro e il bambino ha un progetto in mente mentre disegna.<br />
<strong>A tre anni</strong>, inizia a dare un nome a quello che disegna, ma siamo ancora nella fase degli scarabocchi. I cerchi avranno delle appendici che possono essere le braccia e le gambe e il bambino dirà “Sono Io!”, ma sono forme grossolane, il tratto però sarà sempre più deciso e in alcuni casi già a questa età si può capire il carattere di un bambino dal segno lasciato sul foglio, un segno debole indica un bambino sensibile e un po&#8217; timido, un segno più forte per un bambino più deciso.</p>
<p>Si può dire che <strong>verso i quattro anni abbia fine la fase dello scarabocchio</strong> e che il bambino inizi a fare dei veri e propri disegni. La comparsa nel disegno della casa e del sole indicano che il bambino sta disegnando.</p>
<p>E così per gli anni successivi, a cinque e sei anni il bambino rappresenta la realtà, e così andando avanti per arrivare tra i dieci e i quattordici anni dove si passa alla fine dell&#8217;originalità grafica del bambino per arrivare al realismo visivo.</p>
<p>Ma vediamo anche il significato dei disegni.<br />
Come dicevo prima durante la fase degli scarabocchi si può capire almeno un po&#8217; il carattere del bambino, nel disegno gli oggetti che compaiono più frequentemente hanno un preciso significato psicologico.<br />
Porto alcuni esempi, sono quelli che ricordo maggiormente dalle lezioni di psicologia a scuola&#8230;<br />
Il sole è il simbolo paterno. La montagna indica il seno materno, simbolo di accoglienza, le nuvole indicano minaccia e inquietudine, la pioggia è la minaccia materna, i fiori indicano gioia e spensieratezza. Gli animali compensano un senso di solitudine.<br />
Anche le dimensioni hanno una grande importanza. La parte più importante del disegno di solito è collocata al centro del foglio, quella che riveste un ruolo di minore importanza è collocata in un angolo o disegnata piccola.<br />
Direi che per oggi possa bastare, vado a recuperare un po&#8217; di libri e a ricercare i capitoli sul disegno e sul significato per la seconda parte di questo nuovo articolo.<br />
A presto!</p>
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		<title>Festa del papà</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/genitori-e-figli/festa-del-papa-2.html</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 14:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[festa del papà]]></category>
		<category><![CDATA[lavoretto festa del papà]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi propongo alcuni regali dell'ultimo minuto per la festa del papà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani è la festa del papà e per chi non ha ancora pensato ad un regalino, ecco qualche piccolo e veloce suggerimento.</p>
<p>Cosa ne dite del “barattolo del papà”?<br />
L&#8217;occorrente è un barattolo di vetro, come quello del miele o della marmellata fatta in casa o anche quelle belle scatole di latta, come quelle dei biscotti inglesi, un bel foglio di carta colorata o tanti piccoli foglietti colorati, una bella penna colorata e&#8230; libero sfogo alla fantasia. I bambini più grandi possono scrivere delle frasi per il papà, i piccoli possono fare dei disegnini e le mamme possono scrivere qualcosa per i papà da parte dei bimbi.</p>
<p>Un&#8217;altra idea, utilizzando una tazza, ad esempio, si può fare un portapenne colorato. L&#8217;occorrente è di riciclo, si può utilizzare una tazza, una bottiglietta di plastica (è da tagliare con il taglierino, quindi non lasciate incustodito il materiale), un bicchiere tipo quelli della birra, anche se volendoli far fare ai bambini, forse è meglio usare la plastica.<br />
Quindi se usate una bottiglia di plastica, tagliatela appena prima che inizi a stringersi per formare il collo, per non lasciare il bordo che potrebbe graffiare o tagliare, potreste arrotondare il bordo avvicinando la bottiglietta ad una fonte di calore, un accendino o una candela e modellando i bordi verso l&#8217;esterno, potrebbe anche assomigliare ad un fiore. Poi potreste decorarla con dei pennarelli indelebili o degli stickers colorati, cioè potete farlo fare ai bambini.</p>
<p>E se invece i papà volessero qualcosa da portare sempre con sé, magari nel portafoglio, una bella foto del bambino, chiusa in una bustina di plastica trasparente, per proteggerla in modo che duri a lungo&#8230;<br />
Una foto è sempre un bellissimo regalo!<br />
Sono idee per l&#8217;ultimo minuto e anche se non saranno bellissime, potrebbero essere utili.</p>
<p>Comunque penso che gli oggetti fatti dai bambini saranno sempre molto apprezzati, anche se fossero banali. E poi quando si dà sfogo alla fantasia non si è mai banali&#8230;</p>
<p>Come ultimo suggerimento vi propongo questa filastrocca da poter scrivere su una bella pergamena e incorniciarla in modo da poterla tenere sempre sul comodino o sulla scrivania al lavoro.</p>
<p><em>Al Papà</em><br />
di Jolanda Restano</p>
<p>Che sia alto oppure basso, <br />
che sia magro oppure grasso,<br />
 che sia brutto oppure bello, <br />
molto arguto o picchiatello<br />
 non importa e sai perché?<br />
 Per me è grande come un RE!<br />
 Lui è stato, è e sarà<br />
 ora e sempre il mio Papà.</p>
<p>La filastrocca è tratta da: <a href="http://www.filastrocche.it">www.filastrocche.it</a></p>
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		<title>Pet Therapy</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 15:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Therapy]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche giorno stavo pensando a cosa scrivere, quale argomento affrontare, o approfondire, ma non trovavo nessuna buona idea. Alla fine ho deciso chiedo aiuto al web, anzi a Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno stavo pensando a cosa scrivere, quale argomento affrontare, o approfondire, ma non trovavo nessuna buona idea. Alla fine ho deciso chiedo aiuto al web, anzi a Facebook.<br />
Sulla bacheca della pagina di Infanzia di Facebook ho scritto che avevo bisogno di idee per un nuovo articolo, ed ecco che la comunità ha subito risposto.<br />
Un suggerimento arrivato da una fan della pagina diceva: “Perché non fare un articolo sulla pet teraphy negli asili nido?&#8221;,  Mi sembra un&#8217;ottimo suggerimento.</p>
<p>Inizio quindi l&#8217;articolo ringraziando Paola, la suggeritrice e proseguo con una domanda:<br />
Cos&#8217;è la Pet Teraphy?<br />
Si indica con pet therapy la tecnica di intervneto terapeutico basato sull&#8217;utilizzo di animali come co-terapeuti, rivestendo il ruolo di mediatori emozionali e catalizzatori.<br />
Si vuole indicare quindi una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo psicologico, educativo e medico.<br />
Gli animali che vengono utilizzati nella pet therapy, non sono semplicemente animali che tollerano la relazione passivamente, ma sono animali che desiderano e sanno interagire con l&#8217;uomo.</p>
<p>Una volta che la pet therapy ha preso piede, i programmi sono stati suddivisi in diverse categorie, abbiamo quindi le Attività Assistite dagli Animali (AAA) e hanno come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di certe persone (anziani, non vedenti, malati terminali ecc).<br />
Le AAA, possono essere svolte in diversi ambienti tra cui centro socio-terapeutici, scuole, residenti per anziani, centri cinofili ecc.<br />
Questo tipo di attività vengono considerate di tipo ricreativo e vengono erogate da professionisti e volontari insieme ad animali che devono rispondere a precisi requisiti.</p>
<p> Le Attività Educative Assistite da Animali, le AAE, sono condotte da professionisti nel campo dell&#8217;educazione (insegnanti, educatrici ecc) e hanno finalità riguradanti la sfera educativa, cognitiva e dell&#8217;apprendimento.</p>
<p>Le Terapie Assistite dagli Animali, AAT, in cui gli animali devono rispondere a determinati requisiti e sono parte integrante dei trattamenti, che sono volti a migliorare le funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive.<br />
Queste co-terapie, rafforzano le terapie normalmente effettuate per la patologie considerate e hanno grandi potenzialità d&#8217;applicazione in campo medico-ospedaliero, in psichiatria e dell&#8217;handicap.</p>
<p>Esistono altre forme di pet theray e sono la zoo antropologia assistenziale, la ludoagility.</p>
<p>Sono tantissimi gli animali che vengono utilizzati per la pet therapy, cani, cavalli, asini, conigli, pappagalli, gatti, la scelta dell&#8217;animale da utilizzare è determinata dalle esigenze psicologiche, fisiche e relazionali dell&#8217;utente. </p>
<p>Di cose da dire ce ne sono ancora molte, questo è solo l&#8217;inizio. Ho pensato di dividere il pezzo in più parti.<br />
Tra pochi giorni la seconda&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gestosi</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/gravidanza/gestosi.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 22:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gestosi]]></category>

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		<description><![CDATA[un'amica è preoccupata e non sapendo bene come aiutarla ho pensato di informarmi e scrivere un articolo per fare in modo che si informi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è il mio campo, non sono medico, ma oggi vorrei approfondire questo tema, perché un&#8217;amica è preoccupata e non sapendo bene come aiutarla ho pensato di informarmi e scrivere un articolo per fare in modo che si informi.</p>
<p>Probabilmente in questo momento anche lei sta facendo come me, e si sta già informando, ma io cerco di tranquillizzarla un po&#8217; e così mi fa sentire un pochino utile&#8230;</p>
<p>Parto come di consueto, visto che non conosco l&#8217;argomento, dalla definizione.<br />
<strong>Gestosi</strong>: Si definisce gestosi una sindrome clinica che compare nella seconda metà della gravidanza, caratterizzata da aumento della pressione arteriosa, ipertensione, perdita di proteine con le urine, proteinuria, e gonfiori agli arti inferiori, edemi.</p>
<p>La diagnosi viene fatta in base ai segni della malattia, quindi, ipertensione, proteinuria ed edemi. É molto importante valutare lo stato del feto, con cardiotocografia, ossia la rilevazione del battito cardiaco fetale e delle contrazioni uterine, quello che viene definito tracciato. In base alle variazioni del battito cardiaco nel tempo, si può avere lo stato di benessere del bambino. Viene fatta un&#8217;ecografia che permette di vedere lo sviluppo del feto e il color doppler che può dare informazioni sulle condizioni della circolazione sanguigna a livello della placenta e a livello fetale.</p>
<p>Le cause della gestosi potrebbero essere date da un&#8217;alterazione della placenta. La placenta, libera sostanze tossiche che possono causare la malattia.<br />
Gli effetti sono la costrizione delle piccole arterie che provocano l&#8217;ipertensione, ossia la pressione alta. Altri segni che si associano alla gestosi, o che la accompagnano possono essere la diminuzione delle piastrine, l&#8217;emolisi (rottura deo globuli rossi) e problemi coagulativi.<br />
I sintomi della gestosi sono comunque legati alla gravidanza e scompaiono del tutto dopo il parto.</p>
<p>C&#8217;è tuttavia una complicanza, su cui scrivo per onor di conoscenza, ma che non vuole assolutamente mettere agitazione chi legge (compresa la mia amica, capito?). La complicanza è la eclampsia, che si manifesta con delle contrazioni generalizzate e si associa al coma e a possibili lesioni degli organi interni. Nei casi più gravi si può associare all&#8217;eclampsia il distacco della placenta. </p>
<p>La terapia si basa sul riposo a letto e nel caso la gravidanza sia già abbastanza avanzata si può procedere con l&#8217;induzione al parto e di conseguenza alla nascita del bambino per evitare di incorrere nell&#8217;eclampsia e di conseguenza incorrere nei rischi per la mamma e il bambino.</p>
<p>La mia opinione è quella che se si è in “cura” da un buon ginecologo, di cui ci si fida, non ci si deve preoccupare, in qualsiasi caso il medico si muoverà per non far correre rischi alla mamma e al bambino.<br />
Quindi, penso, tra poco la mia amica avrà la possibilità di stringere tra le braccia la sua piccola bambina e tutto andrà per il meglio.</p>
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		<title>Le Giornate</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 13:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata tipo]]></category>
		<category><![CDATA[giornata tipo]]></category>
		<category><![CDATA[maschere di carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[Le giornate al nido scorrono pacifiche, senza interruzioni per un po', feste lunghe non ce ne sono, così i bambini possono mantenere la regolarità acquisita senza destabilizzazioni che possono causare crisi di pianto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da tanto che non scrivo un post sulla <strong>giornata al nido</strong>. Anzi è da tanto che non scrivo.<br />
Vediamo un po&#8217; allora cosa di cosa possiamo parlare oggi&#8230;</p>
<p>Le giornate al nido scorrono pacifiche, senza interruzioni per un po&#8217;, feste lunghe non ce ne sono, così i bambini possono mantenere la regolarità acquisita senza destabilizzazioni che possono causare crisi di pianto.</p>
<p>Nei nidi si preparano le feste di carnevale e le maschere di carnevale.<br />
In alcune strutture i bambini vengono mascherati da casa, in altre le maschere sono fatte al nido e la festa si fa durante la giornata senza genitori.</p>
<p>Ricordo&#8230;<br />
Le maschere di carnevale fatte al nido dove lavoravo. Con le colleghe preparavamo le maschere per tutti i bambini. Un anno abbiamo preparato magliette bianche con le impronte delle manine dei bambini per fare una festa rock in salone con la musica per ballare e con tante stelle filanti per divertirsi.</p>
<p>Un anno abbiamo creato degli orsetti per giocare al bosco magico. Abbiamo chiesto ai genitori di vestire i bambini di marrone e noi abbiamo preparato dei cerchietti con le orecchie, tutto di cartone, dura poco ma almeno finita la festa si butta tutto&#8230;</p>
<p>Una volta abbiamo preparato le maschere in cartoncino a forma di pesciolini, erano masxchere speciali perché non si mettevano sul viso, ma si attaccavano alle magliette o si potevano appendere al collo con lunghi astri colorati, i bambini, per l&#8217;occasione sono arrivati vestiti di blu e abbiamo fatto dei bellissimi pesciolini nell&#8217;acquario.</p>
<p>Le idee erano tante, ma per noi educatrici era importante che i bambini partecipassero alla costruzione delle mascherine. Alla fine non erano perfette, ma di sicuro i bambini erano orgogliosi di indossarle perché fatte da loro.<br />
Alcuni genitori ci raccontavano che a casa davanti al vestito di carnevale alla mascherine del nido, i bambini sceglievano la maschera del nido. Più casalinga, meno appariscente, ma bella!</p>
<p>Ecco volevo scrivere della giornata al nido e alla fine ho scritto ancora del carnevale. Beh, in fondo oggi è martedì grasso, quindi ancora festa. E poi al nido la festa è tutti i giorni, al nido ogni momento passato con i bambini è una festa, i momenti quotidiani, dall&#8217;entrata in struttura all&#8217;attività, dalla pappa alla merenda del pomeriggio, è uno stare insieme felice, gioioso e giocoso.</p>
<p>Penserò ad altri argomenti per nuovi post nei prossimi giorni&#8230;<br />
Ma se avete idee e suggerimenti, temi da approfondire, domandi a cui non riuscite a dare una risposta, potete sempre scrivermi una mail e io cercherò di aiutarvi.</p>
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		<title>Ancora Filastrocche</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/carnevale/ancora-filastrocche.html</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 22:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Filastrocca di Carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa filastrocca, grazie alla tecnologia, la posso riproporre per voi, ma penso che, in qualche scatolone dei ricordi che i miei genitori hanno tenuto, c'è ancora il quaderno dove l'avevo scritta, dettata dalla mia maestra, imparata a memoria e poi dimenticata, fino ad oggi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno mi sorprendo a ritrovare, su internet, filastrocche di Carnevale che conoscevo da bambina, che mi piacevano molto ma che erano addormentate in un angolo della mia mente e a cui non ripensavo da molto tempo.<br />
Oggi vi propongo questa filastrocca che ho trovato sul sito <a href="http://www.filastrocche.it">www.filastrocche.it</a> che mi aveva insegnato la mia maestra.</p>
<p>Carnevale<br />
Nelle piazze in ogni via c’è un’allegra compagnia <br />
che vestita in modo strano  canta, balla e fa baccano.<br />
 Mascherine mascherine  siete buffe ma carine<br />
 con i vostri nasi rossi  fatti male, storti e grossi<br />
 con i costumi che indossate con gli scherzi che vi fate<br />
 voi portate l’allegria  in qualunque compagnia.</p>
<p>Questa filastrocca, grazie alla tecnologia, la posso riproporre per voi, ma penso che, in qualche scatolone dei ricordi che i miei genitori hanno tenuto, c&#8217;è ancora il quaderno dove l&#8217;avevo scritta, dettata dalla mia maestra, imparata a memoria e poi dimenticata, fino ad oggi&#8230;</p>
<p>A me è sempre piaciuto molto leggere poesie e filastrocche&#8230;<br />
Quest&#8217;anno volevo rendere il Carnevale un po&#8217; più magico, pubblicando anche le filastrocche, non solo le maschere&#8230;<br />
Nei prossimi post, pubblicherò le maschere che si possono fare in casa aiutate dai bambini, per rendere il carnevale più divertente, se volete mandare qualche suggerimento su maschere e vestiti che vi fate in casa e volete vederle pubblicate, scrivetemi&#8230;</p>
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		<title>Filastrocca di Carnevale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 22:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Filastrocca di Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Rodari]]></category>

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		<description><![CDATA[Carnevale sta arrivando e per prepararci quest&#8217;anno voglio riportare una filastrocca, che ricordavo di aver letto qualche anno fa, ma non ricordavo più dove. Questa mattina grazie a internet l&#8217;ho ritrovata e la riporto qui per voi. Questa filastrocca l&#8217;ho ritrovata su www.filastrocche.it, ma da bambina l&#8217;avevo letta tante volte&#8230; Carnevale in filastrocca,  con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carnevale sta arrivando e per prepararci quest&#8217;anno voglio riportare una filastrocca, che ricordavo di aver letto qualche anno fa, ma non ricordavo più dove. Questa mattina grazie a internet l&#8217;ho ritrovata e la riporto qui per voi.<br />
Questa filastrocca l&#8217;ho ritrovata su www.filastrocche.it, ma da bambina l&#8217;avevo letta tante volte&#8230;</p>
<p>Carnevale in filastrocca,  con la maschera sulla bocca,<br />
 con la maschera sugli occhi, con le toppe sui ginocchi: <br />
sono le toppe d’Arlecchino,  vestito di carta, poverino.<br />
 Pulcinella è grosso e bianco,  e Pierrot fa il saltimbanco.<br />
 Pantalon dei Bisognosi  “Colombina, ”dice, “mi sposi?”<br />
 Gianduia lecca un cioccolatino e non ne da niente a Meneghino, <br />
mentre Gioppino col suo randello mena botte a Stenterello.<br />
 Per fortuna il dottor Balanzone  gli fa una bella medicazione, <br />
poi lo consola: “E’ Carnevale,  e ogni scherzo per oggi vale.”</p>
<p>di Gianni Rodari </p>
<p>Mi è sempre piaciuta molto questa filastrocca, soprattutto la fine &#8220;E&#8217; Carnevale, e ogni scherzo vale&#8221;&#8230; <img src='http://www.infanziadelbambino.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Educatrici</title>
		<link>http://www.infanziadelbambino.com/blog/educatrice/educatrici.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 22:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educatrice]]></category>
		<category><![CDATA[equipe educativa]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo dell'educatrice]]></category>

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		<description><![CDATA[La premessa importante, che voglio fare è che scrivo basandomi sulla mia esperienza e che ovviamente ogni struttura avrà le proprie peculiarità per il “trattamento di lavoro” delle educatrici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già scritto un articolo sulle educatrici, sul <a href="http://www.infanziadelbambino.com/blog/rapporto-educatrice-genitori/il-ruolo-delleducatrice.html">ruolo dell&#8217;educatrice</a> per essere precisi e oggi vorrei scriverne ancora anche per rispondere ad una fan che ha chiesto informazioni su questo lavoro.</p>
<p>La premessa importante, che voglio fare è che scrivo basandomi sulla mia esperienza e che ovviamente ogni struttura avrà le proprie peculiarità per il “trattamento di lavoro” delle educatrici.</p>
<p>Di norma il lavoro si svolge su turni settimanali o mensili per garantire una permanenza nella struttura di tutte le educatrici, in modo da poter vedere e parlare con i genitori del proprio gruppo durante le entrate e le uscite. Per quanto riguarda gli orari, di solito sono turni di 8 ore da concordare con le colleghe per garantire la presenza di una o più educatrici dall&#8217;apertura alla chiusura della struttura. Ovviamente dipende anche dal tipo di contratto se si tratta di un part time le ore da fare sono meno. </p>
<p>Il compito dell&#8217;educatrice è anche quello di garantire almeno 3 colloqui individuali con i genitori durante l&#8217;anno scolastico, più riunioni di gruppo e di struttura, di solito 3 o 4 in totale. In più abbiamo gli incontri con il team di lavoro o collegi che si svolgono tutte le settimane più un incontro al mese con la coordinatrice.</p>
<p>Il ruolo dell&#8217;educatrice non è semplice e c&#8217;è sempre molto da fare, la parte più importante ovviamente è l&#8217;organizzazione della giornata educativa, poi ci sono i colloqui con i genitori e gli incontri con le colleghe.</p>
<p>Spero di aver spiegato bene il ruolo dell&#8217;educatrice all&#8217;interno delle strutture e di aver chiarito la posizione dell&#8217;equipe educativa eni confronti dei genitori.</p>
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