L'infanzia e l'educazione del bambino da 0 a 3 anni

Il ruolo dell’educatrice

La “professione è un’attività lavorativa altamente qualificata, di riconosciuta utilità sociale, svolta da individui che hanno acquisito una competenza specializzata seguendo un corso di studi lungo e specificamente orientato in tal senso”. (Gallino 1993)

Non è facile definire il “ruolo” dell’educatrice, la professione dell’educatrice, che viene intesa come attività finalizzata ad ottenere risultati apprezzabili in senso qualitativo.
I genitori vedono una figura di sostegno che li aiuta ad affrontare i primi anni di vita dei propri bambini, vedono un adulto professionale che pensa ai loro bambini, che li aiuta a capirli, un professionista che è un consulente e non un rivale.

Nonostante però si abbia la definizione di ruolo dell’educatrice non è facile pensarla al lavoro e capire come e in quale modo si esplica la professionalità delle educatrici.
Per capire meglio il ruolo, è importante delimitare il campo di intervento dell’educatrice, cercando di capire quale sia l’obiettivo e la meta di questa professione che si raggiunge attraverso la messa in atto di pratiche quotidiane.

Quindi partendo dal nido che si pone come luogo di crescita formativa sia per i bambini sia per gli adulti che ruotano attorno alla struttura, si parte dal concetto di “formazione umana” che caratterizza il mestiere dell’educatrice, in questo caso l’educatrice che promuove la crescita e lo sviluppo dei bambini attraverso un’attività di sostegno e di potenziamento delle risorse del bambino.

Infatti l’educatore che lavora si confronta ogni giorno con il suo gruppo di bambini, ognuno con le sue caratteristiche peculiari. La formazione dell’educatore deve essere di tipo trasversale, cioè la parte teorica sulle fasi di sviluppo deve plasmarsi attorno alla realtà dei bambini che si hanno di fronte, per questo il ruolo dell’educatrice è in continuo divenire e non potrà mai dirsi concluso.

Purtroppo oggi ancora molti pensano che fare l’educatrice voglia dire giocare tutto il giorno, non è semplice spiegare che il nostro lavoro è fatto di psicologia e che non è attuabile così come si impara, ma che deve essere rivista e adattata in base alle persone che ogni giorno vediamo, dopo anni di lavoro posso affermare che la pratica di questa professione è molto difficile, soprattutto perché non ci sono risposte giuste che permettono di lavorare senza preoccupazioni. La teoria è molto diversa dalla pratica! Ed essere delle buone educatrici vuol dire non solo saper organizzare buone attività didattiche, ma anche sapersi confrontare con gli altri.

Ammettere i propri limiti e, perché no, qualche volta dire non ce la faccio. Avendo ben presente che adattarsi tutti i giorni a situazioni non facili è pesante psicologicamente, e che con una buona relazione tra colleghe il lavoro diventa più sopportabile e si ha la certezza che in caso di necessità c’è qualcuno che ti aiuta.

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