L'infanzia e l'educazione del bambino da 0 a 3 anni

Il bambino con deficit di attenzione e iperattività

Laura Cattaneo, già autrice del post sulla psicomotricità e collaboratrice del blog, oggi ci parla del deficit di attenzione e iperattività o ADHD.



Nell’ultimo decennio, sempre più spesso e sempre in maggiori contesti educativi/riabilitativi, si è parlato e si parla tuttora del disturbo da deficit di attenzione/iperattività;
Validi esperti e studiosi hanno scritto saggi e volumi a riguardo e in letteratura vi è una vastissima scelta di materiale a cui fare riferimento.


Lo stesso Corriere Salute (inserto domenicale del Corriere della Sera) ha dedicato al Disturbi di Attenzione/Iperattività alcuni interessanti articoli , rendendo l’argomento a portata delle famiglie italiane e soprattutto dei genitori.


Spesso le mamme si rivolgono ad educatori, insegnanti e psicomotricisti nel tentativo di comprendere in modo più approfondito cosa sia davvero l’ADHD, terrorizzate dall’idea che loro figlio, magari un po’ “turbolento” “vivace” o “irrequieto” possa un giorno, di li a breve, essere certificato come “bambino ADHD”.
Ma cos’è davvero l’ADHD? Come si manifesta? Quali sono i criteri diagnostici?
L’articolo da me scritto ha lo scopo di rispondere a queste domande che moltissime persone impegnate quotidianamente con l’infanzia si pongono.


Il disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI) noto in ambito clinico con l’acronimo di ADHD dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder, è un problema frequente che si manifesta in età evolutiva e che può compromettere numerose aree di sviluppo e dell’inserimento sociale.


In passato, per molti anni è stato utilizzato il termine “turbolenza”: esso stava ad indicare il comportamento di bambini vivaci, sempre in movimento, bruschi e talvolta anche oppositivi ed irrispettosi delle regole.
Mentre alcune forme di turbolenza sono da considerarsi normali, specie nei maschi tra i 3 e i 6 anni, altre invece sono da considerarsi patologiche e sono definite in diversi modi:

  • Instabilità psicomotoria (Paesi Francofoni)
  • Disturbo ipercinetico (ICD 10)
  • ADHD Attention deficit Hiperactivity Disorder (DSM IV)



L’ADHD è composto da tre sintomi principali definiti sia dal DSM IV che dall’ICD 10:

  • Inattenizone
  • Impulsività
  • Iperattività



E’ importante anche sottolineare che secondo il DSM IV ci sono nello specifico tre diversi sottotipi di ADHD:

  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività, Tipo con Disattenzione Predominante
  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività Tipo con Iperattività-Impulsività Predominante
  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività, Tipo combinato




Nel prossimo post la seconda parte dell’articolo.


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4 Commenti

  1. Complimenti Laura per il tuo nuovo articolo. Come sempre denota serietà e precisione nell’inquadrare una tematica assai diffusa e a volte poco riconosciuta da insegnanti che, a mio avviso o considerano tutti i loro alunni ipercinetici o addirittura non vedono il problema e lo etichettano in maniera educativa creando il famoso e deleterio marchio che si trascinano anche nell’adolescenza.
    Un bacio e un abbraccio.
    Elena.
    P.S. Continua così: i tuoi approfondimenti sono sempre molto interessanti.

  2. Articolo interessante e ottimamente scritto. In attesa della seconda parte, vorrei darti uno spunto un po’ provocatorio, anche se forse esula dallo scopo della tua trattazione: il fatto che l’ADHD sia, come del resto molte altre sindromi, di scoperta recente, o comunque stia ricevendo interesse maggiore negli ultimi decenni, può essere dovuto solo ad un affinamento della capacità diagnostica di psicologi e psichiatri, o potrebbe anche essere dovuto a “errori” della pedagogia post-sessantotto per quanto riguarda le prime fasi di vita del bambino?

  3. Risposta per Elena:
    Grazie Elena per le tue parole circa l’articolo da me scritto; mi fa molto piacere che sia risultato chiaro ed esaustivo.
    Un abbraccio e un bacio a te!

  4. Risposta per Francesca Lagarde:
    Grazie Francesca per i complimenti circa l’articolo.
    Hai ragione nell’asserire che a tutt’oggi L’ADHD suscita in psichiatri, psicologi e tra i professionisti dell’età evolutiva risposte differenti.
    L’ADHD è comunque una diagnosi difficile a causa della TRASVERSALITA’ di alcune sue manifestazioni comportamentali lungo il continuum temperamentale e le diverse psicopatologie. l’ADHD infatti rimane tutt’ora una diagnosi controversa anche perchè in un’alta percentuale di soggetti vi è COMORBILITA’ anche con Disturbi di Apprendimento e Disturbi della Coordinazione Motoria oltre che della Condotta.
    In riferimento a quanto esplicato in precedenza, vi sono alcuni autorevoli medici tra cui Fred Baughman, noto neurologo infantile (American Academy of Neurology) e il prof. Emilio Costa (La Sapienza Roma) che dichiarano: “La diagnosi di ADHD è inconsistente e vaga e come viene proposta oggi non andrebbe mai fatta”.
    Spero di aver risposto alla tua interessantissima considerazione.
    A presto, Laura

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