La pratica psicomotoria con i bambini del nido e della scuola dell’infanzia
Oggi vi parliamo di psicomotricità grazia a Laura Cattaneo che ha scritto questo articolo:
La pratica psicomotoria si pone come obiettivo l’aiuto alla crescita armonica del bambino, agevolando la sua azione e la sua relazione con gli altri, con lo spazio e con i materiali messi a disposizione durante la seduta.
Il presupposto è che nel bambino vi sia un’unità corporea per cui egli conosca se stesso e il mondo esterno attraverso il proprio corpo, i propri sensi ed il movimento.
Le sedute psicomotorie quindi stimolano nel bambino la creatività, l’espressività e la coscienza di sé attraverso il piacere di vivere, di essere, di fare e di produrre effetti nella relazione e nell’azione.
Alla base della seduta vi è il gioco corporeo spontaneo dei bimbi: la psicomotricista non progetta azioni ma sostiene quelle dei bambini accompagnandole in una situazione di piacere e di sicurezza.
L’adulto è in seduta con il bambino per garantirne la sicurezza agevolarne l’espressività, favorire la socializzazione e aiutarlo a vivere e a rappresentare le proprie emozioni.
Caratteristica costante dell’azione del bambino è quella di essere sempre in relazione ad un altro: una vera e propria interazione, il corpo del bambino infatti interagisce con altri corpi, spazi, oggetti.
La psicomotricità è dunque prima di tutto un modo d’essere che si rivela nell’agire.
I campi privilegiati della psicomotricità sono:
• la comunicazione non verbale (movimento, tono, postura, gesto, sguardo, uso degli oggetti, dello spazio, ecc.).
• il gioco pre-verbale e il gioco simbolico
• la motricità e il gioco motorio
• la rappresentazione
Obiettivo quindi della pratica psicomotoria in campo educativo è aiutare il bambino a integrare le emozioni vissute nel corpo e nel movimento con le rappresentazioni e le immagini mentali.
L’approccio psicomotorio ha come terreno specifico di intervento il rapporto tra mente e corpo nella costruzione dell’identità attraverso la via corporea
Lo Psicomotricista interviene nella relazione con metodologie psicomotorie (attività percettive, cognitive, ludico espressive, rilassamento, comunicazione non verbale, ecc.) con l’obiettivo di favorire in primo luogo il processo di integrazione fra i diversi piani espressivi e conoscitivi che stanno alla base di quel fenomeno complesso che è la costruzione dell’identità.
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ciao, sono un’insegnante e lavoro in una scuola dell’infanzia paritaria. ho frequentato i tre anni di corso per psicomotricisti ed ora vorrei proporre un progetto nella mia scuola.solo che, in passato ho sempre lavorato con persone diversabili e pertanto trovo difficoltà a trovare le attività giuste per bambini piccoli 3 – 5 anni e normodotati. potete darmi qualche consiglio?
Ciao Salvatrice, sono Laura Cattaneo, l’autrice dell’articolo sulla Psicomotricità; in Letteratura esistono molti libri che presentano alcune attività e danno certamente buoni spunti anche se poi la nostra “carta vincente” è proprio la Creatività! Per preparare le Sedute Psicomotorie è assolutamente necessario conoscere le tappe evolutive di ogni fascia d’età: per esempio, sappiamo che il bambino a 3 anni deve saper correre e saltare a pie pari; si può preparare una “cornice simbolica” e allestire la stanza come se fosse un bosco incantato (bastano in realtà del bastoni verdi e qualche fiore di carta) dopo di che si racconta ai bimbi di 3 anni che dovranno correre e saltellare nel bosco magico fino all’arrivo della notte….
da li, poi gli sviluppi che la tua fantasia ti aiuterà a trovare…
Per le attività prassiche, soprattutto con i bimbi di 5 anni, utilizzo molto la matrioska, stecchini di legno, fili e pasta per creare collanine (…e intanto loro sviluppano prassie e si esercitano nell’utilizzo della motricità fine)
Spero di esserti stata utile; un saluto Laura Cattaneo.