Le coliche
Affrontiamo oggi un argomento che spesso preoccupa e allarma i neo-genitori, il mal di pancia del piccolo appena arrivato e ancora poco conosciuto bambino.
Le coliche gassose compaiono solitamente fra la seconda settimana di vita e il 4°-5° mese.
Le crisi sopravvengono generalmente dopo il pasto, cominciano con un pianto improvviso, continuo e incontrollabile. Il bambino durante le crisi ha il pancino duro, le manine chiuse e il viso arrossato, spesso si calma solo dopo essere riuscito ad espellere il gas dall’intestino, il modo migliore per cullarlo è tenerlo in braccio con il pancino appoggiato alla mano in modo da riuscire a massaggiarlo delicatamente.
Provoca apprensione, ma una volta che il pediatra avrà confermato che non ci sono malattie particolari è da affrontare con cautela e la solita serenità, visto che normalmente scompaiono intorno al 5° mese.
Le cause purtroppo non sono ancora state chiarite, si pensa che il pianto si manifesti in conseguenza alle fastidiose contrazioni dell’addome che possono essere causate dall’intolleranza al lattosio, quando il bambino beve già latte vaccino. Certo è che le coliche esistono e fanno stare male il bambino e i suoi genitori.
Ci sono alcuni miti da sfatare: non è assolutamente vero che la dieta della madre favorisca l’insorgere delle coliche, nello specifico non c’è bisogno di eliminare alcuni cibi come legumi, spinaci e cavoli. E’ vero che alcuni alimenti possono dare un cattivo sapore al latte, ma non fanno venire le coliche.
Si può ridurre il consumo di caffè, thè e cioccolata nel periodo dell’allattamento ma solo perché sono considerati eccitanti e al bambino non fanno bene.
Un’altra idea diffusa è che il “ruttino” sia importantissimo perché aiuti a non far insorgere le coliche, non è vero, non è un evento irrinunciabile e quindi non deve diventare un’ossessione.
In pratica: Cosa bisogna fare?
Cercare di dare sollievo al bambino, ridurre gli stimoli esterni che creano agitazione, mantenere la calma e non farsi prendere dall’ansia perché il bambino percepisce questi fattori e non riesce a calmarsi.
Si può dare da bere al bambino una tisana a base di erbe come la camomilla, la liquirizia, il finocchio, la melissa.
Da alcuni studi è emerso che la somministrazione sulla lingua di acqua e zucchero aiuta il bambino a calmarsi, l’efficacia di questo trattamento deve essere ancora confermata, ma tuttavia essendo innocua può comunque diventare un tentativo per far stare meglio il piccolo sofferente. La somministrazione può essere effettuata più volte nell’arco della giornata ma se il bambino non si calma non serve proseguire a lungo.
Alcuni si appellano ai farmaci, sotto questo punto di vista il più conosciuto è il Mylicon, che grazie alla sua azione di favorire l’aggregazione delle bolle di gas intrappolate nell’intestino può così essere facilmente eliminato con il “ruttino” o le “puzzette”.
Bisogna assolutamente contattare il pediatra se compaiono vomito e alterazioni del tratto intestinale (diarrea e stitichezza). Se i genitori sospettano una intolleranza al latte, si può scegliere, con l’aiuto del pediatra, latte senza lattosio o latte di soia, se il bambino è allattato al seno, la madre dovrà eliminare dalla dieta latte e derivati.
Questi interventi dietetici, per il bambino e la mamma, sono di stretta pertinenza medica e devono essere decisi dal pediatra.
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