L'infanzia e l'educazione del bambino da 0 a 3 anni

L’aggressività

Un tema importante da affrontare è l’aggressività dei bambini, che preoccupa sempre molto i genitori.

I bambini sono aggressivi perché affrontano i momenti di crescita facendo capire agli altri che esistono e che hanno un ruolo importante nella società.
Ogni tappa evolutiva del bambino è caratterizzata anche da un momento di aggressività.
Ad un anno e mezzo il bambino “assaggia” gli altri bambini, come fa con i giochi attorno a lui e spesso si spaventa delle reazione che vede. E’ aggressivo senza intenzionalità, il pianto dell’altro è interessante e il bambino cerca l’adulto per capire come stanno le cose.

A due anni il bambino è aggressivo perché dichiara al mondo di far parte della società, c’è e non vuole passare inosservato.
A tre anni, il bambino è aggressivo perché vuole affermare la leadership, vuole primeggiare e per ottenere consensi interviene aggressivamente, i bambini infatti non sono ancora in grado di giocare in gruppo. Prevale ancora la fase del gioco solitario, anche se c’è la volontà di mettersi in gruppo.

La figura dell’adulto che interviene a tutte le età è molto importante.

I genitori sono sempre molto preoccupati, quando il loro figlio mostra segni di aggressività, perché pensano ad un bambino emarginato e asociale. Ma in realtà, non c’è da preoccuparsene, solo più avanti, se l’aggressività continua, bisogna cercarne le cause e capire cosa spinge il bambino a comportarsi così.

Il ruolo dei genitori e delle figure di riferimento non deve essere aggressivo. L’aggressività non si combatte con l’aggressività.

Ricordiamoci sempre che i bambini imparano a comportarsi anche da quello che vedono al nido e soprattutto a casa, quindi il compito degli adulti è quello di essere tranquilli e affrontare l’ostacolo come sempre un passo alla volta.

Quindi ad un anno l’intervento dell’adulto sarà quello di aiutare il bambino a capire la differenza tra oggetti inanimati (giochi) e bambini, e far capire al bambino l’effetto delle sue azioni. Sarebbe meglio evitare le implicazioni di tipo moralistico in quanto il bambino non ne capirebbe le motivazioni.

A due anni deve aiutare il bambino ad accettare l’altro ed anche in questo caso far capire l’effetto delle azioni ed esplicare il divieto “non si fa”. L’adulto deve inoltre favorire la condivisione degli oggetti visto che anche questo spesso provoca reazioni aggressive nei bambini. Da evitare sicuramente è la “deviazione dell’attenzione” perché il bambino deve imparare a stare nel conflitto e superarlo.

L’adulto può benissimo, in questo caso, aiutare la verbalizzazione domandando al bambino “perché l’ha fatto”, senza aspettarsi una risposta soddisfacente, ma così il bambino impara ad esternare i propri sentimenti, sapendo di non essere giudicato.
A tre anni, ovviamente si continua sulla riga precedente, i bambini devono verbalizzare i conflitti, e le loro intenzioni.

Una risposta assolutamente negativa è l’indifferenza, tutte le situazioni richiedono un atteggiamento dell’adulto positivo e che riesca ad attenuare l’aggressività del bambino ed è giusto anche dare “conforto” all’aggredito, sempre senza sottovalutare l’importanza di dare attenzioni “all’aggressore”.

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37 Commenti

  1. mio figlio a 33mesi quasi 3anni e non c’è verso di togliergli il vizio di dare pugni,spinte graffi ed altro,quando va al parco o da qualsiasi altra parte,io o provato con le buone e con le cattive ma nessun risultato..Quando gli chiedo “si fa?” lui mi dice SODDISFATTO “si mamma è brutto”..che devo fare??????

    • Buonasera Silvia, sto pensando a come poterle essere di aiuto, lei mi dice che ha già provato con le buone e con le cattive, ma che non ha ottenuto risultati. Ora provo a proporle di ignorare il comportamento negativo del suo bambino e di osservare attentamente quando manifesta questi momenti di aggressività. Forse sta cercando delle attenzioni e in questo momento è l’unico modo in cui riesce a manifestare la richiesta. Provi a non dare peso ai momenti aggressivi ma invece chieda al suo bambino cosa c’è che non va o se ci sono delle cose che gli danno fastidio. Forse non riesce ad esprimere a parole il suo “fastidio” che trova sfogo con l’aggressività. Le consiglio di non porsi in modo “aggressivo”, cerchi con il dialogo e la dolcezza.
      Spero che tutto si risolva per il meglio e le faccio tanti auguri.
      Buonasera Daniela.

  2. Salve, il mio bambino ha 23 mesi, va al nido da quando aveva un anno. sono preoccupata perchè è molto aggressivo, da sempre, morde, picchia, tira i capelli, apparentemente senza motivo, anche se non gli fanno niente. Si comporta così anche con la sorella maggiore, che ha quasi 7 anni, e siccome è molto robusto fa anche molto male, sopratutto ai bambini più piccoli. Io non so più cosa fare, sono sempre mortificata con le altre mamme, ho provato a spiegarglielo, lo sgrido, lo metto in disparte qualche minuto ignorandolo, gli faccio notare la reazione che hanno gli altri piangendo… ma niente.Oggi ha strappato una ciocca di capelli ad una bambina come lui. Potete darmi qualche consiglio? Sono disperata

  3. Salve la mia bimba ha un anno e purtroppo ha degli atteggiamenti aggressivi, graffia e da i pizzicotti quando la si tiene in braccio, tira i capelli piange quando la devo cambiare e la metto sul fasciatoio(questo meno volte).
    La cosa più ingestibile è la prima, più le dico di smetterla e più stringe ridendo e facendomi veramente male.
    Ho provato a sgridarla, a dirle dolcemente che facevala bua alla mamma…ecc. ma non c’è verso ride e lo fa più forte. Tutto il resto del tempo è una bambina meravigliosa ride saluta le persone gioca con qualunque cosa e non piange quasi mai quando cammina senza manina e cade. Non gioca con altri bambini perchè non va ancora al nido, solo un pò al mare ma sono tutti più grandi. Potete darmi qualche consiglio…Grazie simona

  4. Salve , vi chiedo un consiglio, sono praticamente disperata! Ho un bimbo di 3 anni. Da 15 giorni conviviamo con i miei cognati che hanno un bimbo di 8 anni. Fede ha cominciato a imitare il cuginetto , è diventato prepotente aggressivo , e ha (dovrei dire “gli hanno”)imparato delle parolacce. Non so più che fare! Ho provato con le buone , con le cattive, ho anche ignorato questo comportamento! M non ho avuto nessun risultato. Quanto siamo soli in casa è tranquillo, coloriamo guardiamo la tv. Ma se gli dico un NO diventa aggressivo e mi risponde in malo modo. Appena arriva il cuginetto cominciono i guai.
    Dovremo convivere per altri 20 giorni e ho paura che questi vizietti restino.
    Spero di essere stata chiara, aspetto con ansia dei consigli. GRAZIE

    • Buongiorno, le potrei consigliare di portare pazienza, visto che è una situazione momentanea che vi ha portato a “convivere” con il cuginetto.
      La curiosità di suo figlio nel ripetere certe parole e comportamenti del cugino più grande, si ridurrà nel momento in cui non si frequenteranno più giornalmente.
      In ogni caso per il momento cerchi di far capire al suo bambino che certi suoi comportamenti non le piacciono e non li approva, senza sgridarlo, perché rafforzerebbe la sua voglia di “trasgredire”. Parlando con suo figlio dolcemente, magari approfittando dei momenti in cui siete soli in casa.
      Vista comunque l’età del suo bambino, non mi sorprende che sia un po’ aggressivo e che i NO non li accetti volentieri, penso anche che stia cercando di ritagliarsi uno spazio tutto suo in questo momento, che vi ha portati a condividere la casa con altre persone. A mio avviso il momento delle parolacce e dell’aggressività potrebbe sparire non appena tornerete ad una situazione più stabile.
      Spero di esserle stata d’aiuto, se avesse ancora bisogno non esiti a chiedere.
      Le auguro una buona giornata Daniela.

  5. Grazie mille!! Seguiro i suoi consigli :)

  6. Buongiorno sono disperata, ho un bambino di di 2 anni. Solare sempre sorricdente e tanto coccolone e affettuoso, va al nido da quando aveva una anno e ci va volentieri senza capricci e senza pianti. Purtroppo non so cosa gli scatti su quella testolina senza motivo morde i bambini più piccoli di lui e li morde sul viso. Ha iniziato a farlo già l’anno scorso con la crescita speravo passasse e invece a parte la prima settimana di nido siamo ritornati a regime, Chiedo aiuto, grazie

    • Buonasera, mi rendo conto che un bambino che morde fa preoccupare, ma pensi che è una fase passeggera. Provi a parlare con le educatrici del nido, che conoscono bene suo figlio e insieme provate a studiare un “piano” per fare in modo che non morda più i piccoli. Così come me lo descrive mi viene in mente che potrebbe essere un po’ geloso delle educatrici, perché la sua rabbia la esprime solo con i più piccoli, che magari in questo momento hanno bisogno di più attenzioni. O forse gli danno “fastidio” e non sa come esprimere il suo disagio. Provi comunque a non essere troppo in ansia, mi rendo conto che non è facile, ma provi ad essere più tranquilla, suo figlio potrebbe calmarsi e smettere di mordere, comunque come consiglio le dico sicuramente di parlare con le educatrici del nido.
      Se avesse ancora bisogno di consigli scriva di nuovo, cercherò di aiutarla al meglio.
      Le auguro una buona serata Daniela

  7. buongiorno dott.ssa
    è un brutto perdiodo perché non riesco a “far ragionaer” il mio bambino di 3 anni.
    Ho letto tanto, tutto il possibile a disposizione sul web, il risultato è che sono sempre più confusa!
    Ho l’impressione che gli consiglino il tutto e il contrario di tutto, punire non punire , ignorare non tollerare, rimproverare e non farlo perché si ottiene l’effetto opposto , insomma non so più che pesci prendere .
    IL mio bambino ha 3 anni, è un bambino solare coccolone e coccolato affettuosisimmo con tutti ma solo quando lo decide lui, es. a volte rifiuta i baci dei nonni, (tranne con me , non solo non mi rifuìiuta mai ma è molto possessivo)
    ho notato fin da piccolo , ha frequentato 2 anni di nido , che con i bambini che ama particolarmente diventa possessivo e sfocia in aggressività, passa dall’abbraccio esagerato (veramente troppo forte) al morso .
    Adesso alla materna non morde più, ma dà spinte botte e pedate, sempre stessa modalità , parla tutto il giorno di un’amica/o , ci gioca e poi boh gli ascatta qualcosa che gli fa fare questi brutti gesti proprio nei confronti dell’amico tanto amato.!
    Le maestre lo sgridano, cercano di farlo rifletter “perchè fai così, non si fa” e lo mettono a pensare … ma per ora non serve e niente.
    Fuori anche iomi comporto così, lo blocco lo sgrido gli chiedo perché e se insiste lo sculaccio ( a volte mi sento di dover dimostrare al bambinio che ha subito o al genitore) . La sera prima di dormire gli facci il lavaggio del cervello, la mattina idem, su cosa si fa e cosa no con tanto di elenco:
    spinte no, botte no, pedate no, giochi si, coccole ci, abbracci si.
    ma se capita che fa qualcosa di buono e gli dico che è stato bravo lui risponde “no io sono birbone” !!!
    è come se ormai l’essere birbone fosse diventato per lui motivo di vanto!
    Ha un fratello maggiore (6 anni) anche lui molto fisico, ma ben più ragionevole fin da piccolo.
    Il piccolo è geloso del grande, e forse ora subisce il fatto che prestiamo molta attenzione alle nvità del grande (1 elementare, e attività sportiva)
    passo molto tempo con lui, lo coccolo tanto, ci gioco, ma per motivi pratici è sempre “a rimorchio ” del grande, usciamo gli amici del grande e a vlte si sente rifiutato.
    può influire sulla sua aggressività?

    • Buongiorno, inizio dicendole che non sono dottoressa, sono educatrice di asilo nido e ho anni di esperienza lavorativa alle spalle, oltre alla preparazione scolastica.
      Il primo consiglio è di parlare con le maestre che vedono suo figlio nella quotidianità della scuola. Io nel mio piccolo cercherò di esserle utile.
      Da quello che leggo, penso che suo figlio voglia, in alcuni casi, essere al centro dell’attenzione, perché potrebbe essere un po’ geloso del fratello. L’aggressività è un modo “facile” per diventare protagonista, anche se in senso negativo, nel momento in cui le maestre o lei lo sgridate, lui ha ottenuto il suo scopo, si sente considerato. I consigli non aiutano anche perché ogni caso è a sé e ogni bambino è diverso dagli altri. Ignorare potrebbe andare bene per alcuni ma non per altri (spero di essermi spiegata bene). Credo che “assillarlo” con questo non si fa, come fa lei la sera e la mattina non faccia altro che rafforzare la sua voglia di trasgredire, quando siete all’aperto e lui si comporta male, lo sgridi (se questo comunque la rassicura agli occhi di chi guarda), ma non lo sculacci, perché così rafforza il suo pensiero che con la “violenza” si ottengono dei risultati.
      Per quel che riguarda i baci o le coccole, credo che sia un momento passeggero, l’unico suggerimento è non forzarlo, non dando o non volendo baci o coccole non significa che ami meno voi o gli altri della famiglia, o forse sta cambiando, e non sarà un bambino “fisico”, nel senso di abbracci e coccole. Credo che l’unico consiglio valido sia quello di lasciarlo crescere sereno e tranquillo.
      E’ ancora un po’ piccolo per praticare uno sport, ma penso che potrebbe essergli molto utile. Provi ad informarsi se trova qualcosa che può piacergli, lo sport aiuta la socializzazione, potrebbe essere che suo figlio in questo momento fatichi a socializzare e che trovi sfogo nell’aggressività come unico modo per approcciarsi agli altri e poi visto che viene sgridato sfoga la sua frustrazione.
      Spero di esserle stata d’aiuto. Se avesse bisogno di ulteriori suggerimenti non esiti a scrivere.
      Le auguro una buona giornata Daniela.

      • grazie mille
        per la risposta.
        Ieri è andata un po’ meglio, solo 1 piccolissimo episodio.
        Le maestre tranquillizzano l’altra mamma ( e me) che si tratte di eccesso di manifestazioni d’effetto.
        sto cercando di non assillarlo più ma di fargli molti comlimenti quando è bravo.

  8. Buongiorno Daniela, sono capitata su questo sito perché cercavo informazioni sull’aggressività nei bambini piccoli, in quanto proprio oggi mio figlio G. 21 mesi è tornato a casa dal nido con un’altro segno di morso sul braccio. Avevo già segnalato al secondo segno a una delle educatrici di fare più attenzione e oggi il terzo! Un’altra educatrice me l’ha fatto notare ma mi ha anche riferito che G. spesso tira i capelli ai suoi compagni e a volte da una spinta…..
    Che dire non mi aspettavo affatto un comportamento simile da parte di mio figlio che è sempre stato un pò timoroso nei confronti degli altri bimbi, anzi più che attaccare subiva!!!
    Cosa possiamo fare noi genitori quando i nostri figli si comportano in maniera aggressiva?
    Auguro a tutte una buona giornata con i vostri bimbi! :)

    • Buongiorno Carmela, in effetti mi rendo conto che si parla spesso di bambini che mordono e poco dei bambini che vengono morsi.
      Da quello che mi scrive penso che suo figlio sia passato dall’essere timoroso, o forse più che timoroso stava solo cercando di capire quale fosse il suo ruolo all’interno del gruppo al nido e nella “società”, a farsi “valere”. L’aggressività nei bambini è una fase che tutti passano e non è fatta con intenzione di fare male ma, nel caso dell’età di suo figlio, più per “primeggiare”, forse ha studiato la situazione e quando si è sentito sicuro ha “esibito” un nuovo lato del suo carattere. Credo che vivere l’aggressività, senza creare “mostri” sia la cosa più importante. I bambini non sono aggressivi, o meglio lo sono tutti perché si fanno sentire. A volte vogliono solo esprimere delle emozioni e non riuscendoci a parole mordono o tirano i capelli o spingono. Potrebbe essere utile dialogare con il bambino più che intimargli di non farlo più, iniziare a chiedere perché lo ha fatto può essere utile per far capire perché ha questi atteggiamenti aggressivi, e in più il bambino impara a sentirsi ascoltato e quando riuscirà a esteriorizzare le sue emozioni, parlerà invece di agire.
      Le consiglio di essere tranquilla in tutte le situazioni che vive suo figlio, quando è morso e quando morde (o tira i capelli ecc.), è una fase di passaggio della crescita e se viene vissuta dai genitori con serenità, senza colpevolizzare quando fa qualcosa di “male”, dando importanza al fatto che a volte è “vittima”, stando nel mezzo. L’indifferenza è nociva e l’eccessiva protezione anche, se si riesce a stare nel mezzo si è nel giusto.
      Spero di averla aiutata almeno un pochino e se avesse bisogno di ulteriori consigli chieda pure, le auguro buona giornata Daniela.

  9. Grazie dei consigli. Ieri ho parlato con la sua educatrice del nido: morsi non ne ha più dati per il momento. Ma è energico e non sempre si riesce a tenere. In tutte le sfere ha una marcia in più ma ha questa energia che deve sfogare dopo di che si tranquillizza. Una sfida continua. Speriamo di essere nella strada giusta.

  10. buongiorno
    mio figlio di 3 anni dice spesso ” brutto papà” brutta mamma” anche senza motivo e non vuole che il papà mi si avvicini molto. a volte poi ha delle reazioni esagerate per piccole cose si butta per terra piangendo urlando o tira calci. come posso comportarmi? ho provato ad ignorare, ma poi li rifa lo stesso.grazie

    • Buonasera, mi sembra di capire che suo figlio abbia una personalità piuttosto forte e vuole “primeggiare” all’interno della famiglia. Il suggerimento che posso darle è quello di spiegare al bambino quando “sbaglia” parlandogli, facendo valere il suo ruolo di genitore, con fermezza, passando del tempo insieme in modo da trasmettere un messaggio positivo e non solo di rimprovero. Mi sento di suggerirle di passare più tempo con il bambino, magari leggendo delle favole insieme, in modo che lui si senta al centro dell’attenzione, facendogli così capire che quando si comporta “bene” è apprezzato e quando si comporta “male” continuate ad ignorare i suoi atteggiamenti negativi, anche se si protraggono nel tempo, come avete fatto fino ad ora.
      Spero di esserle stata di aiuto, se avesse bisogno di ulteriori consigli non esiti a chiedere. Buona serata Daniela

  11. Buongiorno sono una mamma di un bambino di 27 mesi generalmente buono, solare, coccolone. Va al nido volentieri mezza giornata, il pomeriggio lo passa con me. Ultimamente pero’ non sappiamo più come comportarci, quando non gli riesce qualcosa urla e se sono lì nella stanza con lui comincia a picchiarmi e più gli dico di non farlo e più si arrabbia(noi non abbiamo mai alzato le mani), oltre a rispondere spesso ai nostri (anche con il papa’) rimproveri e a non accettarli. Ci domandiamo se dobbiamo ignorarlo o metterlo in castigo (contesta pure quello!). Grazie!

    • Buonasera,
      penso che il suo bambino scateni la rabbia quando non gli riesce una cosa solo perché non vuole apparire “inferiore”, cerco di spiegarmi, non conosco il suo bambino, ma potrebbe essere un “perfezionista”, uno che vuole tutto come dice lui e il fatto di non riuscire in qualcosa scatena la sua rabbia. Potrei consigliarle di ignorare i comportamenti negativi, ma di fargli capire quando picchia che fa male e che lei soffre per questo, credo che suo figlio faccia ancora fatica a verbalizzare i suoi stati d’animo, provi ad interpretare i segnali che manda, cerchi di sostenere la sua voglia di indipendenza, ma lo aiuti se nota che si sta alterando, parlando con lui, in modo che capisca che può parlare invece di urlare o picchiare. Ripeto non conosco il suo bambino, quindi lei potrà dirmi se sbaglio oppure no.
      Se lei ritiene giusto metterlo in castigo, magari quando esagera, lo faccia pure, sempre però spiegando perché lo sta mettendo in castigo, ma le consiglio di non focalizzare la sua attenzione sul chiedere scusa o cose così, potrebbe non capire e potrebbe chiedere scusa solo per uscire prima dal castigo. Anche le frasi del tipo “Siediti e rifletti” non hanno senso, su cosa dovrebbe riflettere? Lui agisce d’impulso e nel momento in cui la sua rabbia è finita non sa più perché era arrabbiato.
      Il fatto che risponda ai rimproveri mi fa pensare che abbia un carattere forte e che voglia la leadership della casa, il consiglio è quello di non cedere, quando risponde non alimentate il fuoco della rabbia, ignoratelo, ma ignoratelo davvero, non fatevi vedere arrabbiati e se fa qualcosa di strano per attirare l’attenzione continuate ad ignorarlo. Solo quando si calmerà gli rivolgerete la parola, spiegandogli perché vi comportate così con lui.
      All’inizio farà fatica a capire, ma se restate fermi sulle vostre posizioni senza cambiare modo di comportarvi da una volta all’altra, capirà quali sono i modi di porsi con voi e con gli altri, bambini e adulti.
      Spero di esserle stata di aiuto e se avesse ancora bisogno mi scriva ancora.
      Le auguro una buona serata Daniela

      • Grazie mille… effettivamente è sempre stato un bambino “perfettino” e preciso. Ho notato altre volte che davanti agli altri non vuole sbagliare o fare brutta figura. Mara.

  12. Commento

  13. Buongiorno,
    vorrei chiederLe un aiuto.Ho un bambino di 40 mesi,da un po’ di tempo è abbastanza manesco e capriccioso.Quando,a volte,gli si vieta qualcosa si arrabbia e ci picchia o ci morde o graffia.Noi cerchiamo di sgridarlo di dirgli che non si fa,che fa male.E vedo che lo capisce benissimo;ci sono volte in cui chiede scusa e ci abbraccia.Ci è scappata anche qualche sculacciata,ma so che è sbagliato.Lo ha fatto anche all’asilo,una volta,tra l’altro con un bimbo che è il suo migliore amico.
    E’ un bambino molto intelligente,solare,allegro,sempre attivo e coccolato.Le dade dell’asilo ci hanno detto che forse è troppo viziato.Potrebbe dipendere da questa cosa il suo voler padroneggiare?
    E’ una fase che poi passerà?
    Ci troviamo in difficoltà perchè davvero non sappiamo quale è il modo migliore per educarlo.Sgridarlo?Ignorarlo?Ci dia un consiglio,grazie.

    • Buongiorno Barbara,
      sicuramente la sua “aggressività” è una fase della crescita e questo fa ben sperare che sia una fase che andrà scomparendo da sola, ma forse fino ad oggi sono stati pochi i “no” che ha sentito, quindi crede di poter ottenere ciò che vuole con l’aggressività.
      Provi comunque a chiedere all’asilo come si comporta, se le tate dicono che è un po’ viziato, forse perché anche all’asilo cerca di “imporsi” usando le maniere forti. Non esiste un metodo unico per il bambino che manifesta aggressività. Ogni bambino è un caso a sé.
      Ignorare l’atteggiamento negativo è sempre la cosa migliore.
      L’atteggiamento migliore deve essere quello di ignorarlo completamente, non parlategli e non guardatelo, fino a quando non si sarà calmato, quando vi picchia, fermategli le mani e no parlate.
      Le prime volte quando si sentirà ignorato si arrabbierà ancora di più, ma piano piano capirà che per comunicare non dovrà usare le mani, ma le parole.
      Un consiglio che le posso dare è di fargli capire che l’atteggiamento negativo verrà ignorato, invece se avrà voglia di comunicare e di esporre a parole quello che lo infastidisce, voi sarete pronti ad accogliere i suoi problemi, ascoltandolo e standogli vicino.
      Credo che stiate facendo un buon lavoro per educare il vostro bambino, quindi cercate solo di trovare una linea comune da tenere entrambi, per non creare destabilizzazioni e tutto andrà per il meglio.
      Spero di esserle stata di aiuto e se dovesse avere ancora bisogno, non esiti a scrivere ancora.
      Le auguro una buona giornata Daniela

      • Cara Daniela,
        Le scrivo di nuovo perchè anche oggi si è ripetuto un episodio simile a quello citato nella mia precedente mail.Sono andata ll’asilo e di nuovo le maestre mi hanno detto che il mio bambino aveva graffiato in faccia una bimba.Sono rimasta turbata,amareggiate e delusa!Ho chiesto e richiesto cosa fosse successo,perchè si fosse comportato così,ma non mi ha risposto.
        Volevo passare un bel pomeriggio in spiaggia,ma sono tornata a casa e quando mi ha chiesto di andare al mare gli ho detto che era in “punizione”e si era comportato male con quella bimba,così stavamo a casa.
        Gli ho domandato mille volte cosa fosse accaduto…ma non mi ha spiegato niente.
        Sono un po’in crisi,come devo comportarmi?Ho sbagliato oggi?Mi consigli lei.Grazie infinite.

        • Buonasera Barbara,
          mi dispiace sapere che suo figlio si sia comportato “male”.
          Le posso suggerire di chiedere un colloquio con le educatrici per capire cosa scatena l’aggressività. Io non conosco suo figlio e più che ribadire il concetto che dovrebbe essere ignorato quando si comporta male, non posso fare. Le maestre che lo vedono tutti i giorni possono essere più esaurienti di me a questo punto, giusto per andare in fondo al problema che l’angoscia.
          Posso dirle che ha fatto bene a non portarlo in spiaggia e di avergli spiegato perché siete rimasti a casa. Non ha sbagliato, resto fedele alla mia prima risposta e le dico di prendere una linea di condotta e di portarla avanti, anche con la “punizione”, ovviamente sempre spiegando e parlando a suo figlio per fargli capire dove sbaglia.
          Le posso chiedere se ultimamente c’è stato qualche cambiamento che possa aver destabilizzato suo figlio e che possa in qualche modo aver innescato o scatenato la sua aggressività? Può succedere a volte che un cambiamento (tipo scuola nuova, casa nuova, l’arrivo di un fratellino o sorellina, dormire nella sua camera, togliere il pannolino, una lite in famiglia a cui suo figlio ha assistito ecc), per noi magari piccolo, ma per un bambino comunque significante, possa creare un disagio che trova sfogo solo con l’aggressività.
          Il mio consiglio è sicuramente di parlare con le maestre e chiedere anche a loro come può comportarsi per cercare di far cessare questi episodi.
          Come ultima cosa vorrei dirle, di stare tranquilla, anche se mi rendo conto che non è semplice, perché sicuramente sono episodi che andranno a finire.
          Le auguro che il tutto si risolva per il meglio.
          Buona serata Daniela

  14. Buongiorno
    ho un bimbo di tre anni compiuti molto sensibile..ha frequentato il nido dai nove mesi. quest’anno è alla materna.
    Ci sono stati tanti cambiamenti: casa nuova, scuola nuova, pulmino,noi siamo lontani dai nonni, che vivono a km di distanza, quindi mio figlio si rapporta a casa solo con mamma e papa’( che vede solo dal pomeriggio)..il resto del suo mondo gira intorno alla scuola materna. Mio figlio ha sempre sofferto di pavor notturni, ma da quest’anno dormire la notte è diventatato un dramma: si sveglia spessissimo di notte, a volte inconsolabile, vuole solo stare con me, dal babbo è molto intimorito, sicuramente perchè più spesso durante il giorno viene sgridato da lui e messo in castigo. Inoltre ultimamente è molto aggressivo nei miei confronti quando lo rimprovero mi da le botte e e cerca in tutti i modi di farmi male dicendomi che nn vuole la mamma. Sono disperata perchè nn so’ quale atteggiamento avere: ho provato l’indifferenza, le punizioni, qualche sculacciata, rimproveri, parlarci e inutile sembra che capisca che nn deve dare le botte, ma quando viene contrariato è la sua prima reazione. confesso che l’atmosfera familiare nn è delle più serene poichè spesso io e il mio compagno litighiamo davanti al bambino e perdiamo il controllo della situazione soprattutto di notte quando il bambino piange senza calmarsi per tanto tempo. Ne ho parla to anche con la pediatra ma senza alcun consiglio efficace!
    Inoltre quando il bambino è malato oppure, come è successo ultimamnete, ha dovuto operarsi le tonsille e le adenoidi, il tutto è maggiormente enfatizzato! Mio figlio è ancora più agressivo e dittatore ci tiene in pugno e noi per evitare che pianga spesso gliele diamo tutte vinte:ci spaventa vedere inoltre che durante questi suoi capricci risulta molto confuso, per esempio si sveglia di notte e chiede di andare sul divano poi nn vabene sul letto grande, in piedi in cucina e questo gioco dura allo sfinimento e noi siamo un po’ delle marionette nelle sue mani..Questo giochetto lo fa’ anche di giorno quando viene rimproverato e si incapriccia ed è difficile recuperarlo!
    Le chiedo un consiglio efficace! Grazie

    • Buongiorno,
      i cambiamenti spesso destabilizzano un po’, e se capitano tutti insieme, diventano un po’ più lunghi da “digerire”, però suo figlio ha un’età che gli fa capire cosa succede attorno e che in grado di affrontare i cambiamenti.
      Sicuramente non è una situazione facile, suo figlio forse sente un po’ di tensione in famiglia, oltretutto lei mi dice che capita che a volte ci sono delle discussioni davanti a lui e questo non fa bene alla situazione, perché lui capisce che può ottenere attenzione solo urlando o facendo i “capricci” o con la “violenza”, non va bene.
      Come consiglio le proporrei di parlare tanto con suo figlio, di parlare di tutto, faccia capire a suo figlio che lei è disponibile ad ascoltare tutto, sia pronta ad accogliere la rabbia e la tristezza, come è pronta ad accogliere l’allegria e i momenti belli, spiegando anche più volte che se picchia fa male e quando fa male deve essere ignorato. Non è facile e a volte si tende a cambiare strategia in corso, ma non va bene, prenda una linea e la porti fino in fondo, anche se è difficile e soprattutto deve essere una linea che deve essere presa da entrambi i genitori.
      Io non sono molto per i castighi, sono più propensa al dialogo, credo che sia più utile far capire a suo figlio che parlando sarà ascoltato, lui smetterà di essere aggressivo, ci vorrà del tempo, i cambiamenti non sono immediati e sicuramente ci saranno dei balzi in avanti, dei momenti di stop e addirittura qualche regressione, ma non dovete scoraggiarvi, tenendo duro riuscirete a modificare la situazione.
      Per quanto riguarda la notte, credo che la cosa migliore sia non spostarlo dal letto, cerchi di consolarlo e di calmarlo restando nella cambretta, perché portandolo in giro per casa gli date il “potere” di comandarvi a bacchetta (come già si è resa conto lei) e questo potere lui lo utilizzerà anche di giorno.
      Durante la notte non si va in giro per casa, quindi quando si sveglia si resta nel proprio letto, provi a consolarlo standogli vicino, abbracciandolo, ma senza instaurare un dialogo. Quando lo abbraccia, sussurri all’orecchio di suo figlio che gli è vicino, che capisce la sua tristezza e che lo ascolterà sempre, ma non ceda nel portarlo in giro per casa, anche se lui insiste e potrebbe urlare più forte per ottenere quello che vuole.
      Ci vorrà del tempo e tanta, tantissima pazienza, ma credo che ce la possiate fare.
      Spero di essere stata esauriente, se avesse ancora bisogno, mi scriva ancora, le faccio tanti auguri e le auguro una buona giornata Daniela

  15. Salve , ho due figli il primo di sette anni e mezzo, maschio e la seconda di 6 anni, femmina.
    Da qualche tempo, circa un anno noto che la bambina è molto aggressiva nei confronti del fratello, lo picchia senza motivo o comunque per futili ragioni; a volte è particolarmente violenta, gli dà schaffi e pugni oppure lo spinge violentemente. Io e il padre abbiamo provato in tutti i modi a farle capire che non deve usare le mani e che se ha qualche problema con il fratello ne deve parlare facendo capire quale è il suo disagio. Punizioni, minacce di punizioni non sono servite e non servono a niente.
    Siamo un pò preoccupati sia per lei, perchè temiamo che possa rivolgere questa aggressività anche nei confronti dei compagni di scuola (al momento tuttavia non ci sono segnali) sia proprio per l’incolumità del fratello.

    • Buongiorno,
      vado subito al dunque, potrebbe essere che sua figlia sia gelosa del fratello? Forse lui in qualche modo attira di più la vostra attenzione e lei si sente un po’ “dimenticata” e per cercare di essere al centro dell’attenzione passa alle maniere forti, così anche se per sgridarla, in quel momento lei è ascoltata (o almeno lei si sente ascoltata).
      Se non ci sono segnali che a scuola sia aggressiva, tenderei ad escludere che lo diventi, ma provi a passare un po’ più di tempo da sola con sua figlia e provi a parlarle, serenamente, senza giudicarla e senza sgridarla, proprio per capire cosa la spinge ad essere “violenta” nei confronti del fratello.
      Spero di esserle stata di aiuto e nel caso avesse ancora bisogno non esiti a contattarmi di nuovo.
      Le auguro una buona giornata Daniela

  16. buongiorno,
    il mio bambino ha 5 anni e quando era più piccolo aveva il “vizio” di mordere. adesso dopo tanti tentativi con l’aiuto anche delle maestre ha smesso. in questo periodo però non so perchè ha rincominciato e ora mi sembra un pò troppo grande. vorrei un consiglio. grazie.

    • Buongiorno,
      mi domando se suo figlio ha ripreso a mordere in occasione di qualche particolare evento.
      Forse qualcosa che lo ha agitato o impensierito ha scatenato questo suo atteggiamento. Come consiglio, potrei dirle di parlare a suo figlio chiedendogli cosa è successo e cosa ha portato a scatenare questa “aggressività”. Credo che parlare e cercare di far esternare i sentimenti di suo figlio sia un buon trampolino di lancio capire cosa lo spinge a mordere e perché.
      Spero che tutto si risolva per il meglio, le auguro buona giornata Daniela.

  17. buongiorno,
    ho una bambina di 25 mesi devo dire dolcissima solare e molto sorridente ma nello stesso tempo vivacissima instancabile e testarda. non va all’asilo ma sta con i nonni e il cuginetto di 22 mesi con il quale non so definire bene il rapporto, si cercsno ma quando sono insieme fanno scintille.mia figlia è molto fisica nei contatti lo abbtaccia lo bacia e lui la scanza e di conseguenza lei gli tira i capelli,spintoni schiaffi.la cosa che mi fa male è che se io gli crido non ottengo niente da lei, o provato a parlarle ma niente o provato con uno schiaffo ma niente è come se non vuole capire.ora anche con gli altri bambini inizia a fare le stesse cose e la cosa mi preoccupa.non so come fare.vorrei un consiglio. grazie

    • Buonasera, mi scuso per non aver risposto prima.
      I bambini imparano a conoscersi anche con “violenza”, se non si fanno male allora si può lasciarli liberi di giocare, crescendo impareranno ad esternare le loro emozioni e si comporteranno in maniera differente. Con gli altri bambini sua figlia si comporta così perché per ora è l’unico modo con cui si rapporta ad altri (il cuginetto), anche qui, se le cose vanno avanti senza traumi e senza disastri lasci che sua figlia si rapporti come meglio crede, arriverà quel giorno che capirà che non è il modo migliore per iniziare un rapporto, lei intanto provi a spiegarle dolcemente che se non picchia o tira i capelli forse gli altri bambini giocheranno più volentieri con lei.
      Spero di esserle stata di aiuto e mi scuso ancora per il ritardo nella risposta. Le auguro una buona serata Daniela

  18. Gentile Daniela,
    è un periodo per me e per mia moglie molto, molto particolare.
    Abbiamo 2 bambini, il grande di 3 anni e 5 mesi, il piccolo di poco più di 2 anni.
    Quest’anno il “grande”, ha iniziato la scuola materna ed il “piccolo” è ancora a casa.
    Il “grande” ha iniziato l’asilo piangendo e verso Gennaio ha smesso di piangere, addirittura arrivava a salutare, ridere, ecc…
    Di colpo, una mattina, ha ripreso a piangere e non ha più smesso.
    All’asilo, gioca con gli altri ma a sua discrezione. Se ha voglia bene, se non ha voglia, per fatti suoi. Allo stesso tempo, si va via da scuola lasciandolo che piange, ma abbiamo la certezza che dopo 2 minuti è tutto passato e le 5 ore scorrono in scioltezza.
    Il problema è quando torna a casa.
    Abbiamo la quasi certezza che provi gelosia nei confronti del fratello, perché le sue reazioni sono sproporzionate, quando all’aprirsi della porta di casa vede il fratellino. Si rifiuta di entrare, si butta a terra, urla, se il fratellino è nei pressi, lo picchia.
    La mattina quando la mamma vuole vestirlo si rifuta, se deve lavarsi, si rifuta, se deve togliersi il pigiama, si rifiuta.
    Cosi, la sera prima di andare a letto. Praticamente, i momenti sono al risveglio (prima della scuola e finchè non lo si lascia) e dal rientro a casa (a parte il sonnellino pomeridiano), fino a sera.
    Ovviamente non è una cosa continua, ma quando decide di opporsi, sono momenti terribili perché ha reazioni spropositate (urla, pianti, che dimostrano una vera sofferenza – non è il bambino che piange “senza lacrime”).
    QUando lo si affronta con autorità, si intimidisce, si frena, ma non smette. E se qualcosa che non gli garba accade dove c’è gente, lui comunque ha reazioni spropositate. I pediatri hanno escluso ogni possibile malattia, parlano esclusivamente di “carattere” e che bisogna solo comprendere come affrontarlo per poi utilizzare questi metodi.
    Noi ci stiamo male, perché alla fine, ci rendiamo conto che le attenzioni non mancano, ma abbiamo a che fare con un bambino svogliato.
    Allo stesso tempo, nei momenti si è un bambino sereno, dolcissimo, affettuoso e protettivo. Entusiasta di uscire e fare cose nuove.
    Se prende la bicicletta però, quando decide di fermarsi, non c’è verso che possa cambiare idea. Con calma e/o con fermezza gli è stato detto che toccava a lui rimetterla a posto, ma andava via e la lasciava li e, se anche noi andavamo via, lui o si disinteressava o iniziava a sbattersi fino a quando si prendeva la bici.
    QUesto è quanto. Cosa è opportuno fare?

    • Buonasera,
      mi rendo conto che la situazione no è facile e mi sembra di capire che suo figlio “grande” sia rimasto scosso dall’arrivo del fratellino. Forse lui aveva il pieno controllo della casa prima e ora ha qualche limitazione in più, ma penso che sia comunque un momento passeggero, sicuramente molto stressante per voi genitori.
      Credo che sia importante che suo figlio capisca di avere un posto importante nella famiglia, cioè che l’arrivo del fratellino non lo ha reso meno importante ai vostri occhi. In questo momento lui sta bene a scuola perché è senza il fratellino , il pianto della mattina prima di entrare è un “giochino” psicologico che i bambini conoscono bene, lei o sua moglie vi sentite in colpa e lui “gode” un po’ di questa sua superiorità.
      Per l’arrivo a casa, vi suggerirei di trasformare un po’ il rientro in una festa, chi lo va a prendere provi a suscitare curiosità nel rientro a casa, magari con una merenda sfiziosa, qualcosa che a lui piace molto, o ad incuriosirlo con un gioco speciale, da fare con mamma o papà o se è possibile con entrambi, se gli orari del piccolo prevedono che faccia un riposino quando il grande torna da scuola, lui avrà la sua mamma e il suo papà tutti per sè per un po’ di tempo. Più avanti si potrà coinvolgere anche il fratellino per instaurare un rapporto più forte anche tra fratelli.
      Penso anche che se ci fosse la possibilità per lei o per sua moglie, fare qualcosa insieme solo voi. Cerco di spiegarmi, visto l’arrivo delle belle giornate, magari a volte lei potrebbe andare a fare un giro in bicicletta con suo figlio, solo voi due, e a volte invece suo figlio potrebbe andare solo con la mamma, cioè ritagliare dei momenti speciali dove il fratellino non c’è.
      Per il resto credo che la fermezza sia importante, per quel che riguarda le regole da seguire e le cose da fare. Ci vorrebbe una linea guida (se non l’avete già adottata) per i momenti importanti della giornata, uno di voi due si occupa del grande, se lo fa lei per esempio deve cercare di essere sempre lei ad occuparsene, mi spiego, al mattino chi lo sveglia e lo aiuta a vestirsi e con la colazione poi lo porta a scuola e così per l’uscita da scuola, sempre la stessa persona, e per la messa a letto anche. Sarebbe importante leggere una favola prima di dormire e qui allora si può fare una volta la mamma e una volta il papà, ma tutti insieme, con il fratellino. Se condividono la cameretta, ognuno nel suo lettino, chi legge al centro e l’altro genitore seduto nella stanza equidistante da entrambi i bambini. Se invece ognuno ha la sua cameretta, un genitore in una cameretta e uno nell’altra.
      Mi sono dilungata un po’, ma ho cercato di spiegarmi al meglio e di farmi capire, spero comunque di essere stata di aiuto e se nel caso avesse ancora bisogno di consigli non esiti a chiedere, per ora le auguro che tutto si risolva per il meglio.
      Buona serata Daniela

  19. Buongiorno,
    Ho trovato il Suo blog cercando informazioni su come affrontare un bambino aggressivo, un amichetta di mio figlio. Leo ha 3 anni e due mesi e frequenta l’asilo nido (mezza giornata) il secondo anno. Nella sua classe c’è una bimba con la quale andava molto d’accordo prima del terzo compleanno. Anche noi, i genitori, abbiamo legato e ci frequentavamo anche fuori dagli orari scolastici. Da qualche mese, la bimba, già con un carattere forte e determinato, è diventata aggressiva e vuole essere un leader in tutti i giochi. Se non ottiene il riconoscimento, ricorre agli schiaffi, pizzicotti e morsi. I genitori non accettano il suo comportamento e la sgridano e usano spesso le mani. La bambina piange ma poi ritorna allo stesso tipo di comportamento. Ho notato anche il fatto che non riconosce l’autorità della madre. Sempre in questo periodo usa spesso le parolacce e i divieti della madre non hanno nessun effetto. In tutto questo, Leo che cerca di giocare con lei, si prende insulti e schiaffi. Le maestre, a scuola, mi hanno raccontato che la bimba fa gruppo con le altre e lo prendono in giro e lui piange. Leo è un bimbo socievole ma è anche molto sensibile. Fin dal primo giorno è sempre andato a scuola volentieri e racconta dei suoi amici e giochi preferiti. In classe obbedisce alla maestra ed è molto attento nei confronti dei bambini più piccoli. Ultimamente ho evitato gli incontri con la bimba fuori dalla scuola, ma prima o poi dovrò spiegare alla madre il mio atteggiamento. Vorrei chiedere a Lei se esiste un modo per risolvere il problema. Ci penso sempre e mi viene in mente solo la soluzione di chiudere completamente i rapporti e sperare che nell’ultimo mese di asilo non succeda niente. Grazie

    • Buonasera Anna,
      per iniziare mi fa piacere che mi abbia “trovato” cercando informazioni e spero che d’ora in poi verrà a visitare il sito ogni tanto…
      Per l’aiuto che mi chiede, penso che parlarne tranquillamente con i genitori della bimba in questione, possa essere meglio che troncare i rapporti senza dire nulla. Ovviamente questi discorsi andrebbero fatti quando i bambini non ci sono.
      Le propongo, invece di troncare un’amicizia (i bambini imparano e gestirsi da soli le controversie, lei non potrà essere sempre presente) di chiedere a suo figlio se è ancora contento di giocare con la sua amichetta, nel caso fosse lui stesso a dire no, allora potrebbe spiegarlo ai genitori della bimba, facendo passare il messaggio che certi comportamenti provocano disagio in suo figlio, senza per forza voler colpevolizzare la bambina, anche perché credo che sia un’aggressività che andrà a scomparire.
      Spero di esserle stata di aiuto e la invito a tornare sul sito e se dovesse avere bisogno di nuovi suggerimenti non esiti a chiedere.
      Le auguro una buona serata Daniela

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  1. Aggressività - [...] è un argomento di grande rilievo sociale e pedagogico. Come dicevo nel post precedente, l’aggressività, ogni tappa evolutiva del ...

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