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Bambini e Arte
Spesso ci si dimentica che Arte non vuol dire solo saper dipingere, scrivere o saper suonare uno strumento.
Quando pensiamo all’arte rivolta ai bambini dobbiamo pensare alla creatività, alla capacità che hanno di mettere le emozioni su un foglio e non solo.
Ricollegandomi al post sulla mostra di Gillo Dorfles e all’intervista ad una educatrice che ha portato avanti il lavoro dei bambini, mi sento di dire che è salutare svolgere attività che abbiano come risultato la creazione di qualcosa che può essere visto e ammirato anche dagli adulti. Ai bambini fa bene creare, li aiuta a sfogare ansie paure e ira e poter mostrare con orgoglio i propri lavori aiuta l’autostima.
Perché lodiamo i bambini quando fanno qualcosa di bello?
“Che bel disegno!” ,“Come sei bravo!” sono dei modi per aiutare i bambini ad esprimere la creatività e la fantasia senza avere il timore di essere giudicati.
E’ sempre piacevole vedere come si illuminano i volti dei bambini quando gli si fa un complimento.
I bambini sono degli artisti perché non hanno la malizia di disegnare quello che vogliono gli adulti, loro creano dal nulla e la bellezza dei loro disegni sta nel fatto che cambiano ogni volta. Quando chiedi ad un bambino cosa hai disegnato lui ti risponderà la prima cosa che gli viene in mente e se dopo pochi minuti glielo richiedi non risponderà mai la stessa cosa. E’ anche per questo che non si domanda ai bambini piccoli cosa ha disegnato. Stanno sperimentando i colori, le diverse forme grafiche che lasciano dietro di loro quando spingono il pennarello sul foglio o i gessetti o i pastelli.
L’arte è bellezza e la bellezza è vedere un bambino che crea dal nulla, che è impegnato e che è concentrato e a cui non importa cosa gli verrà detto per questo, ma sarà orgoglioso di mostrare cosa ha compiuto con le sue manine.
Concludo dicendo che portare i bambini alle mostre è giusto, e che molti adulti dovrebbero soffermarsi di più sull’attenzione e l’entusiasmo che i piccoli visitatori mostrano per le opere esposte e che sono comportamenti spontanei che appartengono ai bambini e che da adulti vengono mascherati a volte da finti interessi “culturali” o “artistici”.
I bambini guardano dipinti e disegni con interesse e divertimento, le loro osservazioni dimostrano che possono esistere generi artistici differenti e che possono essere ugualmente ammirati.
Segni e Sogni: intervista ad una educatrice del progetto
Abbiamo intervistato in esclusiva una educatrice coinvolta nel progetto “Segni e Sogni”.
Innanzitutto una breve presentazione. Chi sei e che esperienza hai nel settore dell’educazione?
Mi chiamo Antonella e da 32 anni sono educatrice nella scuola dell’Infanzia del Comune di Milano. Attualmente sono in una scuola della periferia sud di Milano, situata in un quartiere molto popolare e multietnico che vede al suo interno problematiche sociali molto variegate che vanno dall’integrazione degli stranieri alla povertà economica e culturale alle problematiche famigliari ( con famiglie allargate, miste, madri single, ecc.). In questo contesto la figura dell’educatrice diviene punto di riferimento non solo educativo, ma anche “consulente” familiare, medico, psicologico…
Parlaci della mostra e di come nasce l’iniziativa…
Viste le premesse sono sempre più convinta, e con me le colleghe che hanno partecipato all’iniziativa, che i bambini della nostra scuola devono avere la possibilità di vivere nel bello inteso come ambiente sereno, prendersi cura delle cose, realizzare con le proprie mani oggetti o prodotti con un’estetica il più possibile raffinata, scoprire che non esistono solo i “non luoghi” come i centri commerciali, ma ci sono i musei, i quadri, la natura …
Durante l’anno abbiamo puntato la nostra programmazione sull’arte, sul fare con le mani quasi fosse una “terapia occupazionale” che ha dato i suoi frutti perché i bambini/e hanno reagito con entusiasmo andando al di la di ogni aspettativa: si è innescata la curiosità che serve per aver voglia di imparare quella che ti porta a voler fare e il tempo non è più padrone viene dissolto dalla voglia di creare con le proprie meni un qualcosa che prima non c’era perché creare è liberatorio, si possono scaricare tensioni, aggressività, paure,preoccupazioni.
I bambini hanno realizzato opere bellissime con materiali vari ed alternativi come spago, gessi colorati, pastelli ad olio, cannucce per bibite, tempere, farina, segatura, penne biro, colle colorate.
Quindi l’idea di portare i bambini alla mostra è nata successivamente alle normali attività. Che similitudini hai trovato tra le opere dei bambini e quelle dell’artista?
Esatto, purtroppo tutto quel materiale era fermo a scuola in visione dei bambini stessi e dei genitori…ma mancava qualcosa !
Poi vedendo la locandina della mostra di Dorfles ci siamo accorti che i nostri bambini avevano fatto praticamente le stesse cose..quindi abbiamo prenotato e con i “grandi” siamo andati alla mostra che è stata vissuta con entusiasmo dai bambini.
Dopo pochi giorni siamo stati contattati ed abbiamo portato un’ampia selezione dei nostri manufatti che con somma gioia sono stati esposti in un percorso voluto fortemente da Dorfles stesso che è rimasto incantato e molto sorpreso dalla risposta avuta da un pubblico così “piccolo” come i bambini della materna.
Vuoi dare qualche consiglio ai genitori che ci seguono?
Se si insegna ai bambini ad amare il bello troveranno piacere nel fare, nella ricerca, nella realizzazione e cureranno molto di più il loro ambiente, le loro cose anche non belle che attraverso la cura diventeranno più piacevoli.
Lunedì 17 siamo andati a vedere la nostra mostra con la presenza dell’artista che ha ammirato i lavori ed ha dialogato con i bambini .
L’esposizione è finita, ma le emozioni che ha regalato e suscitato continuano e continueranno anche il prossimo anno perché l’arte è entrata finalmente nella nostra scuola.
Gillo Dorfles a Palazzo Reale
Si conclude oggi la mostra a Palazzo Reale di Gillo Dorfles, in cui sono stati coinvolti anche bambini dell’ultimo anno di scuola materna, delle scuole primarie e le famiglie, grazie al progetto didattico “Segni e Sogni”
E’ stata allestita una stanza apposita per guidare i bambini alla scoperta del mondo dei segni come punti, spirali e volute da cui possono scaturire forme e figure come rappresentazione dei propri sogni.
Gillo Dorfles
Gillo Dorfles, è nato a Trieste nel 1910 è critico d’arte, pittore e filosofo.
E’ laureato in medicina con specializzazione in psichiatria.
E’ stato tra i fondatori del Movimento per l’arte concreta nel 1948 e nel 1956 ha contribuito alla realizzazione dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale).
Negli anni 50 ha esposto i suoi dipinti alla Libreria Salto di Milano, alla Galleria Bompiani sempre a Milano e con l’esposizione itinerante in Cile e Argentina.
E’ autore di numerose monografie su artsti di varie epoche come Scialoja, Durer, ecc.
Oggi alla veneranda età di 100 anni già compiuti espone a Palazzo Reale a Milano le sue opere e non manca di coinvolgere i giovani. Espongono, fino a domenica 23 Maggio, anche i bambini di una scuola materna della periferia di Milano che hanno portato avanti un lavoro sull’arte molto simile ai dipinti del famoso maestro.
Ha ricevuto numerose onorificenze tra le quali: il Compasso d’oro dell’associazione per il design industriale. Medaglia d’oro della triennale.
E’ Accademico onorario di Brera e membro dell’Accademia del Disegno di Città del Messico.
E’ stato insignito dell’Ambrogino d’oro della città di Milano e del Genovino d’oro della città di Genova e del Sangiusto d’oro di Trieste.
Nel 2007 l’Università di Palermo gli conferisce la “Laurea Honoris Causa” in architettura con la seguente motivazione “per l’interdisciplinarietà che investe la cultura del progetto e del prodotto di cui costituiscono evidenza il successo straordinario dei suoi libri; vale come ringraziamento per aver lavorato, tra ottimismo ed utopia, per una nuova stagione dell’architettura; e vale ancora come riconoscimento della sua capacità di esprimersi anche come artista”.






